“Catastrofe De Zerbi”: difesa altissima e 0-5 col Psg, il processo ormai è aperto
E' come se stesse crollando tutto il Dezerbismo, un pezzo alla volta. Il quale dice che "non ha rimpianti" ma ammette anche del suo Marsiglia ormai ci capisce pochissimo

Brighton's Italian head coach Roberto De Zerbi reacts during the English Premier League football match between Brighton and Hove Albion and Crystal Palace at the American Express Community Stadium in Brighton, southern England on February 3, 2024. (Photo by Glyn KIRK / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /
Ora per De Zerbi si fa durissima. E’ come se stesse crollando tutto il Dezerbismo, un pezzo alla volta (esisterà un Dezerbismo, no?). Il Marsiglia ha perso 5-0 al Parco dei Principi il Marsiglia. Ma non ha solo perso. Si è sciolto. La Classique contro il Psg doveva essere l’ultima ancora in una stagione già piena di crepe. È diventata la foto definitiva del crollo. E al centro della foto c’è lui, De Zerbi.
L’eliminazione dalla Champions a Bruges, maturata tra prestazione opaca e tensioni interne, aveva già incrinato tutto. A Parigi è arrivata la sentenza: addio titolo, podio a rischio, identità smarrita. Perché il “come” il Marsiglia ha preso quei gol è il vero oggetto della questione. Basta guardare il primo, sullo 0-0, con la difesa dell’OM altissima.
I giornali francesi raccontano che subito il quarto gol è volata qualche parola di troppo tra De Zerbi e Mason Greenwood. L’inglese, inconsistente in attacco e distratto in copertura, è apparso il simbolo di una squadra che va ognuno per conto proprio. L’allenatore italiano non l’ha presa bene. E non era il solo.
Le scelte tattiche non hanno aiutato. L’ingresso di Himad Abdelli al 62’ doveva cambiare inerzia, ha aumentato lo squilibrio. La difesa già fragile è diventata esposta. Gli esperimenti, in una serata così, si pagano in contanti. Prima del match Longoria e Benatia ostentavano calma. A fine gara, solo sguardi bassi. Nessuna presa di posizione pubblica. Intanto, De Zerbi comincia a pesare come un investimento troppo costoso per i risultati raccolti.
Il tecnico non si nasconde, ma non offre spiegazioni: “Abbiamo perso sotto ogni aspetto. Onestamente, non ho spiegazioni. Non ho rimpianti. Non c’è molto da salvare. Dobbiamo guardarci dentro”.
Nessun confronto immediato con la dirigenza. Le discussioni sono rimandate ai prossimi giorni. Il punto, però, è un altro: questa non è solo una sconfitta larga. È un passaggio psicologico. L’OM non ha perso contro il Psg. Ha perso contro le proprie contraddizioni, scrive L’Equipe. E quando una squadra non sa più spiegarsi perché vince o perché perde, il problema non è tattico. È strutturale.











