Nel Real Madrid c’è troppa richiesta di libertà da parte dei calciatori che dimenticano i loro obblighi (Valdano)
Sul Paìs analizza il momento partendo la frase di Arbeloa: "non posso andare contro la natura dei giocatori" (El Paìs)

Real Madrid's new coach Alvaro Arbeloa leads a training session at Real Madrid Sports City in Valdebebas, in the outskirts of Madrid, on January 13, 2026. Real Madrid appointed Alvaro Arbeloa as new coach on January 12, 2026 after coach Xabi Alonso has left the club by mutual consent, a day after the team lost the Spanish Super Cup final against rivals Barcelona, AFP reports. (Photo by Oscar DEL POZO / AFP)
Il Real Madrid è stato costretto ai play-off di Champions da un gol del portiere del Benfica all’ultimo minuto. Del Real Madrid e del suo non aver trovato un centro di gravità permanente, scrive Jorge Valdano per El Paìs.
“Il Madrid è come il tempo: un giorno sembra estate, il giorno dopo inverno, tutto in pieno autunno. Non trova stabilità. Di solito, un nuovo allenatore provoca una reazione nei giocatori: attiva una routine diversa e, inoltre, questi vogliono mettersi in mostra”.
“Tra la partita col Villarreal e quella col Benfica, Arbeloa ha lasciato una frase rivelatrice: “non posso andare contro la natura dei giocatori”. Una verità che ha bisogno di sfumature. Bisognerebbe chiedersi se la costruzione della rosa consenta di affidarsi così tanto a quella natura. Chi crede che la rosa sia ideale dovrebbe rispondere a questa domanda: “che cosa sarebbe questo Madrid senza i gol di Mbappé e senza le parate di Courtois?”. Il problema è che, in mezzo a questi due prodigi, non riesce a emergere una squadra che armonizzi il gioco”.
Valdano prosegue:
“Menotti diceva che nel calcio esistono “possibilità e obblighi”. Nelle possibilità vive il talento naturale; negli obblighi, ciò che la squadra richiede per essere un corpo unico e competitivo. In questo momento, la strada più breve verso il fallimento è dire sempre di sì ai giocatori. Una lezione che allenatore e club devono applicare. I giocatori tendono a pretendere un’elevata quota di libertà nel gioco. Ma la libertà deve essere proporzionale al talento. Più talento, più libertà. Forse nel Madrid, dove il talento abbonda, c’è una richiesta eccessiva di libertà. Ma se più di un giocatore dimentica gli obblighi, la squadra si disgrega e prima o poi cade nel disordine”.
“Nell’ultima partita al Bernabéu l’intuizione popolare ha fiutato il problema e si è fatta sentire. Poiché tutti conosciamo la diagnosi, non resta che applicare la terapia perché questa stagione non si trasformi in un inferno”.











