Alla stampa inglese la nuova Champions non piace: le loro squadre sono troppo forti, e si annoiano
Il Times: "Quella che dovrebbe essere una vetrina del meglio del calcio europeo inizia a sembrare un'inconsapevole pubblicità della sua debolezza"

Arsenal's Swedish striker #14 Viktor Gyokeres scores the team's first goal during the pre-season friendly football match between Arsenal and Athletic Bilbao at the Emirates Stadium in London on August 9, 2025. (Photo by Glyn KIRK / AFP)
“La Champions League è tante cose, ma una cosa non dovrebbe essere: una tregua. Eppure è stata proprio così per alcuni club inglesi in questa stagione”. E così anche il Times, dopo l’editoriale di Jonathan Wilson sul Guardian, allo scadere della prima fase boccia il format xl della nuova Champions. Il tema è lo stesso: i club inglesi sono troppo forti, la qualificazione al turno successivo non è in discussione, si scocciano.
“A un turno dalla fine della fase a gironi, delle sei squadre inglesi in gara, cinque – Arsenal, Liverpool, Spurs, Newcastle e Chelsea – occupano un posto tra le prime otto qualificate automaticamente; solo il Manchester City, undicesimo, sta avendo vita più dura in Europa che in patria. L’impressione è che le squadre che in Premier League devono lottare con le unghie e con i denti per ogni singolo punto, stiano invece superando facilmente quella che dovrebbe essere la massima competizione europea”.
Perché? La risposta è la stessa che si dà il Guardian: “il potere finanziario, e il concomitante vantaggio nella qualità della rosa”. Ma “ciò che è forse più interessante è dove le squadre inglesi stanno facendo valere la loro superiorità. Non è tanto sul fronte offensivo che si distinguono dal gruppo. La supremazia delle squadre inglesi è molto più correlata alle loro statistiche difensive. L’Arsenal ha subito solo due miseri gol, il miglior record difensivo della competizione, e il Newcastle è secondo con sei. Il Tottenham è terzo a pari merito con sette gol subiti, Chelsea e Liverpool sesto a pari merito con otto e il City nono a pari merito con nove. In confronto, il Psg ha subito dieci gol, Barcellona e Atletico 13 e il Dortmund 15. In termini di expected goal subiti, le squadre della Premier League si distinguono ancora di più: Arsenal, Liverpool e Newcastle sono le prime tre, il City quinto, il Chelsea ottavo e gli Spurs decimi, tutte davanti a PSG, Barcellona e Real Madrid”.
“Considerando tutto ciò, ci si potrebbe aspettare che le squadre inglesi dominino in assoluto il possesso palla, ma in realtà non è così”. E giù dati a dimostrazione che ormai lì il calcio è cambiato, è uscito dal vecchio Guardiolismo”.
Insomma: “il nuovo formato della Champions League, nonostante tutta la sua spettacolarità, solleva anche un problema. Avere una classifica unica rende evidenti alcuni aspetti che il vecchio sistema a otto gironi non metteva in luce in modo altrettanto evidente. Guardando la classifica ora, la stragrande potenza della Premier League, rispetto agli altri campionati europei, è difficile da ignorare. L’intera ragion d’essere della Champions League è quella di mettere in mostra le migliori squadre d’Europa. Se la maggior parte di queste squadre inizia a sembrare concentrata in un unico Paese, quella che dovrebbe essere una vetrina del meglio del calcio europeo potrebbe iniziare a sembrare un’inconsapevole pubblicità della sua debolezza”.











