Castelvolturno non è poi così male: il Rayo Vallecano gioca in Conference e ha un centro sportivo deplorevole

Superfici dichiarate “non idonee”, buche e linee cancellate. Anche gli spogliatoi dello stadio non sono messi meglio: docce arrugginite e armadietti vecchi.

Al Madrid 31/08/2025 - Liga / Rayo Vallecano-Barcellona / foto Alfaqui/Image Sport nella foto: formazione Rayo Vallecano

Il Rayo Vallecano è una delle squadre più competitive della Liga, è quinta nel girone di Conference League con quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta. Non ha perso né contro il Barcellona, né contro il Real Madrid e l’Atletico ha avuto bisogno di una tripletta di Julian Alvarez per batterlo. Oggi hanno perso 3-1 con l’Osasuna, ma restano in piena lotta per un posto in Europa. La squadra gira, ma non si può dire lo stesso del club e delle sue strutture, che suscitano polemiche e imbarazzo. A confronto, Castelvolturno è quasi una reggia. La storia è raccontata dal Pais.

Il quotidiano scrive:

Il centro sportivo del Rayo Vallecano è un campo di battaglia. Superfici dichiarate “non idonee”, manto erboso dove sono presenti funghi, zone sprofondanti e linee cancellate. Per questo motivo la prima squadra, per evitare infortuni, si allena quasi sempre allo stadio di Vallecas. L’impianto è di proprietà pubblica (il Rayo versa circa 80.000 euro l’anno alla Comunità di Madrid per l’utilizzo ed è tenuto alla manutenzione). Una decisione che è allo stesso tempo logica e assurda. Ogni seduta rovina il terreno di gioco del luogo in cui si disputa la partita e provoca le proteste di molti club avversari. L’ultimo a lamentarsi è stato l’allenatore dello stesso Rayo, Íñigo Pérez.

Anche gli spogliatoi dello stadio mostrano uno scenario lontano dal professionismo. Strutture datate, tubature a vista, illuminazione insufficiente.  All’esterno la situazione non è diversa: macerie di lavori bloccati, intonaco che si stacca e cavi elettrici penzolanti. Ai campi d’allenamento il quadro non cambia. Un anno fa un ragazzo di 13 anni si è rotto il legamento crociato inciampando in una buca. La situazione dello stadio preoccupa le amministrazioni, che in passato hanno richiesto miglioramenti immediati e paventato possibili sanzioni. Quest’anno il Rayo ha ottenuto l’approvazione della Uefa per disputare le partite europee nel proprio stadio, ma le strutture richiedono aggiornamenti e miglioramenti costanti per rispettare le normative.

Víctor Sainz, rappresentante della piattaforma Adrv (nata dall’iniziativa di alcuni tifosi in risposta a decisioni controverse della dirigenza del Rayo Vallecano), spiega che il problema principale del Rayo sono i suoi dirigenti e il presidente, Raúl Martín Presa. «Abbiamo un presidente che non ha mai capito cosa sia il Rayo. La sua politica è sempre stata quella di contrapporsi alla tifoseria invece di ascoltarla per arrivare a un bene comune», racconta. «Potrebbe destinare una piccola parte di quanto il club ha guadagnato qualificandosi alla Conference League (nove milioni di euro) per modernizzare lo stadio e le strutture, ma niente. Non comprende il concetto di investimento a medio-lungo termine». La precarietà del Vallecas è diventata internazionale con la visita del Lech Poznan in Conference League. Il club polacco ha diffuso un video che ridicolizzava lo spogliatoio locale, mettendo in evidenza docce arrugginite, armadietti vecchi, sporcizia, asciugamani logori e bottiglie d’acqua ammassate in scatoloni di cartone. Martín Presa ha risposto ricordando che da quello stesso stadio sono passate stelle come Cristiano Ronaldo o Messi senza lamentarsi.

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