La civile Bergamo, sradicata la quercia donata dall’Athletic Bilbao. L’assessore allo Sport: “È una sconfitta per tutti”

La lettera dell'Assessore Messina sull'Eco di Bergamo: "Un gesto incivile e inaccettabile, che deve essere stigmatizzato. Abbiamo perso due volte. Grazie all’Athletic Bilbao che, arrivato già sconfitto, torna a casa con una duplice vittoria."

belotti, bergamo

Mg Dublino (Irlanda) 22/05/2024 - finale Europa League / Atalanta-Bayer Leverkusen / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: tifosi Atalanta

È proprio vero che tutto il mondo è paese e l’inciviltà non conosce bandiere e latitudini. La vicenda della quercia donata dall’Athletic Bilbao alla città orobica e rubata poco dopo ne è la prova. Marcella Messina, assessore allo Sport di Bergamo, ha condannato duramente il gesto. Ecco la sua lettera pubblicata sull’Eco di Bergamo.

Sradicata la quercia a Bergamo, le parole dell’assessore

Si legge sull’Eco:

Ieri sera (mercoledì per chi legge, ndr) la nostra squadra non è stata all’altezza contro l’Athletic Bilbao. Dopo un primo tempo meritatamente in vantaggio, nel secondo ha subito una pesante sconfitta: senza mordente, con poco coraggio. Ma il calcio ha il suo fascino, ahinoi, anche per questo: per i repentini capovolgimenti, per i risultati amari nonostante l’impegno, lo sforzo, la tensione e la voglia di farcela. È il calcio, signori miei. È lo sport. Ed è così, spesso, anche la vita.

Ci sono incredibili, incommensurabili ingiustizie a cui non sappiamo dare risposta. Ci sono famiglie in difficoltà, un’economia spesso aggressiva che angustia i più fragili. Sempre più sembra che solo la prepotenza, l’arroganza, la forza economica o muscolare possano avere la meglio. Eppure, di fronte a tutto questo, sono tantissime le tutele che abbiamo costruito e le energie positive che abbiamo saputo incanalare.

Prima di tutto c’è una società fatta di regole civili; poi ci sono le norme di comportamento, il rispetto reciproco, la solidarietà umana, le reti di sostegno e di mutuo aiuto, le leggi. Ma non basta: ci sono gli esempi, gli uomini e le donne portatori di virtù benefiche, le associazioni, il volontariato, la generosità umana.

Di tutto questo è fatta anche la nostra bergamaschità: di piccoli e grandi atti di altruismo, di resilienza quotidiana. Sono esempi che ogni giorno, come assessore ai Servizi sociali, incontro nel mio lavoro: comunità vive, persone di cui essere fieri, attività operose. E questa virtuosa bergamaschità la ritroviamo anche nella nostra atalantinità. Il blu e il nero che sventolano nel vessillo significano – e devono significare – anche questo: una comunità coesa, tenace, generosa, unita.

È a tutto questo che ho pensato questa mattina quando, con grande rammarico, ho visto che la pianta omaggiata dall’Athletic Bilbao, simbolo di amicizia e rispetto, è stata sradicata e cancellata. Può una sconfitta calcistica portare a tanto? «Quattro ragazzotti», si dirà.

Può essere, ci mancherebbe. E nonostante il mio dispiacere, me ne devo fare una ragione. Ma resta un gesto incivile e inaccettabile, che deve essere stigmatizzato. Ne va del nostro essere bergamaschi e atalantini. Lo sport non è, e non deve mai diventare, un vessillo da innalzare contro qualcuno, ma al contrario una bandiera da esporre per ribadire chi si è e cosa si rappresenta.

Per una volta diciamolo: ieri abbiamo perso due volte. Sconfitti in una partita andata male, ma che potremo recuperare con grinta; sconfitti, ancor di più, dal graffio ricevuto. Grazie all’Athletic Bilbao che, arrivato già sconfitto, torna a casa con una duplice vittoria.

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