Chivu: «Arsenal più forte in tutto, in Italia non siamo ancora abituati a questo tipo di partite»
A Sky: «Sono stati più forti per intensità, tecnica, velocità, occupazione del campo, idee di attaccare le linee, sulle seconde palle anche»

Db Milano 04/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
Chivu: «Arsenal più forte in tutto, in Italia non siamo ancora abituati a questo tipo di partite»
Chivu a Sky Sport dopo Inter-Arsenal 1-3.
Sono stati più forti, che cosa è mancato?
Chivu: «Sono stati più forti per intensità, tecnica, velocità, occupazione del campo, idee di attaccare le linee, sulle seconde palle anche. Abbiamo fatto una buona prestazione nel primo tempo. Magari sull’1-1 potevamo segnare, questo non vuol dire che avremmo vinto la partita. Poi siamo sfortunati su gol su palla inattiva, la palla ha colpito la traversa ed è finita sulla testa di un loro giocatore. Loro poi nel secondo tempo hanno alzato il livello di attenzione e anche di umiltà, abbiamo fatto fatica. Loro sono bravi a creare situazioni, loro hanno struttura, fisicità, qualità, cambi giusti per metterti in difficoltà».
La qualificazione?
«Aspettiamo domani per vedere la classifica, siamo pronti ad accettare anche il playoff. Tra Liverpool, Atletico Madrid e Arsenal potevamo ottenere qualcosa, forse non stasera ma nelle prime due con più attenzione e maturità potevamo portare a casa qualcosa. Stasera, un mese dopo, io penso che contro Atletico e Liverpool forse l’esito selle partite sarebbe stato diverso. Mi piace pensare questo. Vedo la crescita del gruppo nonostante le difficoltà, oggi l’Inter accetta anche che puoi giocare a viso aperto con squadre che ti possono mettere in difficoltà. Mi prendo il coraggio e la nostra crescita ultimamente».
Parla dell’Arsenal:
«Quando arrivano, ti accerchiano, hanno qualità, intensità. L’Arsenal mi ha fatto impressione rispetto ad altre gare. Quando entrano in area, la giocata è sempre giusta, il controllo è sempre giusto, hanno velocità di pensiero, Saka ti mette in difficoltà. Quando qualche volte abbiamo vinto contrasti davanti all’area, siamo riusciti a ripartire. Non parlo di quello che hanno speso loro in termini economici, sennò divento troppo banale, la Premier è un campionato che per intensità è top, in Italia non siamo abituati ancora a questo tipo di partite, sto cercando di tramettere determinate giocate, quello che si può mettere in campo, ma non è facile. È importante mantenere convinzione che le cose che facciamo siano quelle giuste».











