I grandi manager tipo Ancelotti sono una specie in via d’estinzione, i top club ora cercano yes men (Telegraph)
Carragher: questa è l'era dei Rosenior e dei Carrick. Persino i vecchi parametri, tipo il successo, non garantiscono più incarichi prestigiosi"

(FILES) Strasbourg's British head coach Liam Rosenior greets supporters at the end of the French L1 football match between RC Strasbourg Alsace and AJ Auxerre at the Stade de la Meinau in Strasbourg, eastern France on October 29, 2025. Enzo Maresca left his role as Chelsea head coach on January 1, 2026 after just 18 months in charge, the Premier League club announced. Liam Rosenior, the head coach of French club Strasbourg, owned by Chelsea's parent company BlueCo -- a consortium headed up by US billionaire businessman Todd Boehly -- is a candidate to replace Maresca despite the 41-year-old's lack of Premier League experience. (Photo by SEBASTIEN BOZON / AFP)
“Quando i club d’élite cambiano allenatore, ci si aspetta che la risposta sia “wow”, non “eh?”. E’ un attacco fulminante quello di Jamie Carragher sul Telegraph. Invece le ultime scelte di Manchester United e Chelsea sono ormai alla fase “eh?”. Ed è una tendenza, secondo il commentatore ex Liverpool: “Dimostrano che la tradizionale bestia manageriale, pronta, desiderosa e in attesa di assumere il controllo dei club più importanti, è una specie in via di estinzione. L’ascesa di Rosenior e Carrick è un duro riflesso di quanto sia cambiato il calcio”.
Per i grandi club che vagliano una rosa di candidati idonei, ci deve essere una domanda chiave e prioritaria: questo allenatore ci offre le migliori possibilità di vincere la Premier League? Per quanto riguarda Rosenior e Carrick, la risposta è no. Potrebbero diventare allenatori brillanti. Ma bisogna riconoscere quanto siano deludenti le ultime decisioni di reclutamento di due dei club più grandi e vincenti d’Inghilterra”.
“La mia generazione è stata viziata da grandi allenatori. Siamo cresciuti ascoltando storie su Sir Matt Busby, Jock Stein e Bill Shankly, grandi personalità da sempre sinonimo dei loro club. Brian Clough era un vero e proprio botteghino al Nottingham Forest, prima che Sir Alex Ferguson, Sir Kenny Dalglish, Arsène Wenger, José Mourinho, Pep Guardiola e Jürgen Klopp continuassero la tradizione in questo paese. Da giocatore, non c’era niente di più emozionante che andare in Europa ad affrontare squadre guidate da Fabio Capello, Carlo Ancelotti e Ottmar Hitzfeld. Erano giganti dell’epoca, al fianco di Marcello Lippi e Vicente del Bosque. Ancelotti è probabilmente l’ultimo di una razza in via di estinzione, uno che può essere descritto come un allenatore nel senso tradizionale del termine”.
“Oggi è difficile prevedere come e dove emergeranno figure del genere. Persino i vecchi parametri di successo non garantiscono agli allenatori di alto livello gli incarichi più prestigiosi”. Prima vincevi l’Europa League e approdavi ad una big. Ora succede che il vincitore dell’Europa League Oliver Glasner finisce al Crystal Palace. Gli attuali requisiti di una tifoseria e di un consiglio di amministrazione che brama un nuovo allenatore non sono più allineati, soprattutto nei club più importanti la cui storia è intrecciata con figure leggendarie. I tifosi del Chelsea desiderano ardentemente un altro Mourinho o Ancelotti, e i tifosi dello United continuano ad aspettare il prossimo Ferguson, l’incarnazione delle loro ambizioni, che possono definire il loro allenatore”.
Oggi “i dirigenti guardano altrove perché molte delle responsabilità un tempo assorbite da un leader onnipotente vengono delegate. A volte, ascoltando le interviste con i dirigenti della Premier League, sembra sospettosamente che credano che l’identità di chi è in panchina non sia così importante, finché segue il piano del club”.











