De Rossi: «Pavlovic? Per lo spessore della maglia ti aspetteresti altri comportamenti. Ma Stanciu non ha sbagliato per la buca»
In conferenza stampa: «Non si può tirare un rigore 3 minuti e 50 dopo che è stato fischiato. Non siamo gli scemi del villaggio»

Dc Roma 25/08/2024 - campionato di calcio serie A / Roma-Empoli / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Daniele De Rossi
Intervenuto in conferenza stampa, Daniele De Rossi ha così presentato la sfida contro il Cagliari (lunedì alle 18:30). Non ha risparmiato una bordata all’atteggiamento dei calciatori del Milan.
Le parole di De Rossi
Che sensazioni vi ha lasciato la partita di Milano?
«Dopo la gara di Milano siamo usciti dalla riunione tecnica consapevoli, ma non soddisfatti, perché il risultato avrebbe potuto essere diverso. Tutti i ragazzi hanno mostrato un atteggiamento positivo e ho visto compattezza. È semplice analizzare le differenze rispetto alla partita giocata a Roma. A differenza dei giallorossi, il Milan ti lascia giocare. Noi dobbiamo affrontare sempre partite di questo tipo.»
All’andata arrivò un pareggio per 3-3: cosa ti aspetti ora?
«Sicuramente le squadre non si discosteranno molto da quanto fatto circa un mese e mezzo fa. Il Cagliari lo abbiamo seguito e va rispettato. Stanno facendo un buon percorso e sono pericolosi perché più consapevoli, ma anche noi abbiamo iniziato a giocare meglio. Sarà una bella gara.»
Una vittoria potrebbe allontanare la zona calda della classifica: prima il Cagliari e poi Parma, sono due grandi occasioni?
«Servono vittorie e punti. Due giorni fa siamo andati molto vicini a farne tre in una partita in cui sulla carta ce ne davano zero. Quando in campionato si parte lentamente bisogna andare a fare punti ovunque. Vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi dopo la prestazione così così contro il Pisa. Ci sono ancora tante partite da giocare: una gara del genere non avrebbe lo stesso peso se fosse disputata a due giornate dalla fine.»
Qual è la situazione degli infortunati?
«Messias si è allenato con il gruppo, oggi valuteremo come sta. Per il resto non ci sono altri rientri.»
Quanto incide in questo momento il mercato nelle vostre scelte?
«In questo momento pensiamo a preparare bene la partita contro il Cagliari, che è importante e che affronteremo con gli uomini a disposizione. Con il direttore ci confrontiamo e parliamo.»
Sul rigore sbagliato da Stanciu a Milano si è parlato molto di Pavlovic e della buca sul dischetto: qual è il tuo punto di vista?
«L’arbitro deve fare qualcosa in più. Gliel’ho detto. Lui mi ha risposto che l’ha ammonito ma non basta. Secondo me non si può tirare un rigore 3 minuti e 50 dopo che è stato fischiato e confermato pochi secondi più tardi. Stanciu poi non ha sbagliato per la buchetta, anche io ho sbagliato un rigore a Manchester che ho tirato alle stelle e non c’era nessuna buchetta. L’atteggiamento non mi è piaciuto. I giocatori del Milan hanno detto che volevano vincere giustamente e ti attacchi a tutto ma per lo spessore della maglia ti aspetteresti altri comportamenti. L’arbitro poi ha arbitrato bene, in quei momenti era il far west e noi lo abbiamo solo fatto notare. Il Milan è una grandissima società, San Siro è un grandissimo stadio ma non siamo gli ‘scemi del villaggio.»
Colombo ha segnato in due partite consecutive: che segnali manda?
«Per un attaccante è fondamentale segnare. Sta acquisendo la cattiveria che cerco. Gli attaccanti vanno in difficoltà se non segnano per due partite, poi invece volano quando trovano il gol. Deve sempre farsi trovare nelle zone dove si segna. I gol si possono sbagliare, la stagione è ancora lunga e deve pensare di essere a quota quattro, non a quattordici.»
Il Genoa continua a sbagliare rigori: è un problema mentale?
«Per chi sbaglia un rigore è uno choc. Noi possiamo solo stargli vicino. Anche io ne ho sbagliati. Parlarne troppo non aiuta il calciatore. È come un piccolo infortunio: bisogna andare avanti. In allenamento li proviamo sempre.»
Al Ferraris è arrivata una sola vittoria, contro il Verona: cosa significa per la squadra?
«Ho sempre combattuto contro la media inglese. Non possiamo pensare di fare risultato solo in casa. Ormai tutte le squadre giocano a viso aperto, sia in casa sia fuori. Mi è piaciuta la ripresa a Milano, ma dobbiamo essere un po’ più esperti, come hanno fatto loro al 95’. Gli stadi non segnano, ma possono diventare un fattore importante.»
L’attacco è cresciuto, ora serve maggiore solidità difensiva: come giudichi il reparto?
«Rispetto all’inizio siamo leggermente migliorati, perché allora era più semplice per gli avversari segnarci. Ma non riguarda solo i difensori. Io chiedo pressione fin dall’inizio dell’azione avversaria. Dobbiamo aiutarci tutti per arrivare a fare qualche clean sheet. In queste nove gare abbiamo subito gol evitabili e dobbiamo stare più attenti affinché non accada più.»
Molti gol subiti arrivano da calcio d’angolo: come migliorare?
«Ne abbiamo subito uno sugli undici corner battuti dagli avversari. Sono troppi e significa che ci siamo abbassati troppo. Abbiamo difeso bene, ma sono arrivati comunque una traversa, un gol annullato e una rete valida. Non potremo tenere palla per 90 minuti, ma più ci riusciremo e meglio sarà.»
Il Genoa potrebbe passare al 4-4-2: è un’opzione concreta?
«Sì, ma poi diventa complicato marcare i mediani e si rischia di lasciare Modric troppo libero. Si potrà fare con il recupero di Gronbæk e Cornet e con Messias al massimo della forma. Per giocare con la difesa a quattro serve essere forti e tanto lavoro.»
L’atteggiamento della squadra è spesso discontinuo: come lo giudichi?
«Parlo delle nove gare in cui ero presente e non posso parlare di quelle precedenti. Ci rimproveriamo per un paio di prestazioni. Il nostro atteggiamento è stato altalenante, come è stato ad esempio con Roma e Milan. Si commettono errori, a volte li fa il tecnico altre volte i calciatori. Mantenere lo stesso atteggiamento per tutta la gara è difficile.»











