I gol su palle inattive non garantiscono calcio-spettacolo: si segna di più, ma ci si diverte meno

L'analisi del Times. In Premier c'è un aumento del 31% rispetto alla scorsa stagione di reti su palla inattiva, il 24% in Serie A. Il rischio è di un calcio più efficiente, ma meno divertente

Il Napoli di Garcia Zielinski calci d'angolo

Napoli's Polish midfielder #20 Piotr Zielinski kicks a corner during the Italian Serie A football match Frosinone vs Napoli at the Benito Stirpe stadium in Frosinone, on August 19, 2023. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)

L’aumento dei gol su palle inattive sta cambiando il calcio, rendendo le partite meno spettacolari. I calci piazzati, sempre più “facili” e redditizi, riducono l’incentivo a rischiare nel gioco aperto, che produce meno gol rispetto al passato. Questo squilibrio altera le tattiche, favorendo squadre fisiche e strategie attendiste una volta trovato il vantaggio. Il rischio è di un calcio più efficiente ma meno divertente, che ora deve interrogarsi su come riequilibrare spettacolo e competitività.

I gol su palle inattive riducono il divertimento

Il Times scrive:

In Premier League un gol su palla inattiva viene segnato, in media, ogni 0,8 partite: un aumento del 31% rispetto alla scorsa stagione. Questo significa che un normale weekend di Premier League presenta otto gol in più da palla inattiva. I calci d’angolo sono il contributo principale. La scorsa stagione si segnavano 0,36 gol su corner a partita, 0,2 su punizione e 0,05 su rimessa laterale. Quest’anno i numeri sono saliti rispettivamente a 0,52, 0,17 e 0,1. Il fenomeno si è esteso anche in Italia, dove i calci piazzati hanno prodotto il 24% dei gol stagionali. Continua a incidere sulla Bundesliga (21%), dopo il picco del 23% dello scorso anno. Le palle inattive sono, in sostanza, gol “facili”. Le squadre possono provarle in allenamento e riprodurle in partita, cosa che non è possibile fare allo stesso modo nel gioco aperto.

Considerata la ricchezza della Premier League, appare paradossale che molti club adottino tattiche che vadano contro la celebrazione della tecnica e puntino invece a massimizzare le qualità fisiche. Ha senso dal punto di vista economico. Perché investire milioni per un nuovo attaccante sperando che segni 20 gol, quando un allenatore dei calci piazzati potrebbe aggiungerne dieci e aiutare a subirne dieci in meno E anche dal punto di vista tattico. Perché lavorare a lungo su complesse sequenze di possesso per smontare una difesa e creare un uno contro uno col portiere, quando si può lanciare la palla in area, bloccare il portiere e far colpire di testa un difensore alto? Un dirigente dell’Ifab [International Foundation Big Data, ndr.] ha fatto un’osservazione interessante: più gol equivalgono a più spettacolo. Tuttavia, più gol su palla inattiva non significano necessariamente più gol complessivi. Di fatto, questa stagione di Premier League presenta meno gol per partita (2,78), mentre il tasso di gol da palla inattiva è aumentato e quello su azione è calato.

Il quotidiano britannico conclude:

L’ottimizzazione dei calci piazzati è l’ultima conseguenza dell’impatto di dati e analisi sul calcio. Sport americani come basket e baseball hanno vissuto fenomeni simili, ma li hanno affrontati in modo diverso. Nel basket, ad esempio, i tiri dalla media distanza sono diminuiti quando le squadre hanno capito che concludere vicino al canestro garantiva due punti quasi certi. Nel baseball, le squadre difensive tendevano a distribuirsi in modo uniforme, finché alcune non hanno capito che potevano spostare i giocatori dove il battitore colpiva più spesso la palla. Le palle inattive non scompariranno. La vera domanda è come il calcio risponderà alla loro crescente influenza e come riuscirà a riequilibrare le partite per renderle di nuovo più divertenti.

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