Gasperini, Roma lo accolse tra dubbi e un po’ di sdegno: ora un murales lo celebra (So Foot)

I romanisti lo amano tutti e lo ringraziano per la ritrovata solidità di squadra. Non ha cambiato pelle, ha solo adattato la sua formula allo stile Roma.

Gasperini roma

Dc Roma 23/08/2025 - campionato di calcio serie A / Roma-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gianpiero Gasperini

Gasperini alla Roma ha avuto un impatto nettamente positivo, e la classifica lo conferma. Eppure, all’inizio, non tutti avevano accolto il suo arrivo con entusiasmo. Saranno stati i risultati, sarà stato lo spirito che ha saputo trasmettere alla squadra, ma oggi l’atmosfera in casa giallorossa è cambiata parecchio. Diciamo… più di un po’.

So Foot scrive:

“Quando un allenatore lascia il suo regno dopo quasi dieci anni per raggiungere il club che tutti adorano criticare, la storia potrebbe virare al caos. Ma la storia ama scrivere scenari imprevedibili. Sei mesi dopo il suo arrivo, Gasperini ha già un murale a lui dedicato per le strade della capitale: lui, in versione stregone, chinato su un calderone dove si legge ‘grinta, cuore e sudore’. Un’immagine che fa sorridere il tecnico e che riassume ciò che prova a infondere nella sua Roma sin dal primo giorno. Per ora, la pozione funziona”.

Nuova pelle per Gasperini?

Gasperini non ha rinnegato la sua grammatica:

“Difesa a tre, esterni aggressivi, proiezione continua. Dietro, il trio Gianluca Mancini, Evan Ndicka e Mario Hermoso assorbe la pressione e permette una costruzione sempre pulita. A centrocampo Bryan Cristante resta il punto di equilibrio, mentre Manu Koné porta la sua fisicità. Il nuovo arrivato Neil El Aynaoui, invece, spunta tutte le caselle gasperiniane: volume di gioco, mobilità, continuità nei collegamenti. A volte a sinistra, a volte a destra, l’esterno brasiliano Wesley dà energia alla fascia con le sue corse ripetute, mentre davanti Paulo Dybala conserva il ruolo di faro tecnico — quello che illumina un attacco ancora in cerca di certezze”.

Non è tutto perfetto come la classifica può far immaginare. Racconta So Foot:

“Acquistato la scorsa stagione, Artem Dovbyk sembra aver perso la fiducia del suo allenatore, soprattutto dopo l’episodio dei rigori sbagliati contro il Lille. Dall’inizio della sua avventura, il bomber ucraino fatica a integrarsi in un sistema che richiede pressing e movimenti continui, ed è anche insidiato dall’arrivo di Evan Ferguson. E questo squilibrio tra solidità ed efficacia offensiva si ritrova nei numeri: la Roma è la miglior difesa della Serie A, con solo 6 gol subiti… ma solamente il nono attacco, con 15 reti. Una squadra prima strutturata, poi creativa”.

 

Le incertezze romaniste

La firma di Gasperini è visibile, ma ha dovuto regolarne l’intensità. Ecco l’analisi del quotidiano francese:

“Meno pressing totale rispetto a Bergamo, più controllo, più momenti in cui la Roma aspetta, si organizza e poi colpisce in transizione. Gli esterni — Wesley a sinistra, Zeki Celik a destra — garantiscono ampiezza, mentre i centrocampisti compattano le linee per proteggere la difesa e preparare la prima proiezione. La mancanza di gol riflette soprattutto una squadra ancora in rodaggio nelle combinazioni finali. Le accelerazioni arrivano spesso da un colpo di genio di Dybala, da una progressione di El Aynaoui o da un cross ben calibrato. La titolarità del giovane Tommaso Baldanzi come punta nell’ultima vittoria contro la Cremonese (3-1) riassume bene questa Roma che cerca ancora la sua dimensione offensiva, nonostante la leadership tecnica e realizzativa di Matías Soulé (5 gol e 2 assist in stagione).

In Europa League, il copione è simile: tre vittorie in cinque partite, inclusa quella per 2-1 contro il Midtjylland di giovedì, che permette ai giallorossi di avvicinarsi a tre punti dal capolista Lione. Non ancora una dominazione netta, ma una coerenza tattica che rassicura — e lascia intendere che il margine di crescita sia reale”.

E conclude:

“Gian Piero Gasperini ha già trasformato la Roma. Il murale del ‘mago Gasperini’ è forse solo un omaggio della città, ma dice una cosa: Roma crede di nuovo nella sua squadra, nel suo allenatore e in questo mix di grinta, cuore e sudore. Resta da vedere se la pozione reggerà per tutto l’inverno. Ma per ora, bolle come deve”.

 

Correlate