In Perù nasce l’esercito dei piccoli Haaland: 593 neonati battezzati come il bomber norvegese
Non solo gol: il fuoriclasse della Norvegia ha conquistato pure le anagrafi peruviane. Lo certifica il registro nazionale, il Reniec: centinaia di famiglie hanno scelto il suo nome per i figli nate durante il torneo.

Mg New York (Stati Uniti) 05/07/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Brasile-Norvegia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Erling Haaland
La Haaland-mania ha raggiunto un livello che nemmeno un gol al volo: in Perù, terra di calcio ma non qualificata al Mondiale, centinaia di neonati sono stati registrati con il nome dell’attaccante norvegese. A dirlo sono i dati ufficiali del Reniec, il Registro nazionale di identificazione e stato civile, ripresi dai media peruviani come RPP. È l’ennesima prova di quanto il personaggio abbia sfondato il muro degli appassionati: “Non seguo il calcio, ma lo conosco e mi piace”, il refrain che lo accompagna ovunque.
Haaland in Perù: i numeri del Reniec
Secondo il Reniec, in tutto sono 593 i peruviani che portano “Haaland” nel proprio nome. Nel dettaglio: 468 si chiamano semplicemente “Haaland”, 91 hanno il nome completo “Erling Haaland” e 4, i più fedeli alla causa, sono stati registrati come “Erling Braut Haaland”. La maggior parte delle iscrizioni è arrivata nelle settimane successive all’inizio del torneo, il che rende il norvegese il nome in più rapida crescita di questo ciclo mondiale. Un boom che corre parallelo alle imprese in campo: la Norvegia, per la prima volta nella sua storia ai quarti di finale, si è trascinata dietro il suo bomber, autore della doppietta che ha contribuito a spedire a casa il Brasile di Ancelotti.
Un fenomeno che viene da lontano: Messi, Neymar e gli altri
Il caso Haaland non è isolato. Il Perù ha una lunga tradizione di nomi ispirati alle stelle del pallone: sempre secondo il Reniec, quasi 24.700 persone portano “Messi” come primo nome, mentre “Neymar” resta il più gettonato in assoluto, con oltre 33.000 registrazioni. Numeri che raccontano un rapporto viscerale con il calcio, capace di entrare nelle scelte più intime delle famiglie. E che ora si arricchisce di un capitolo scandinavo, con un protagonista attorno al quale è cresciuto un vero e proprio culto: dalla dieta monstre da 6.000 calorie al giorno tra frattaglie e latte crudo alle attenzioni maniacali per il recupero fisico.
Haa
Ora la Norvegia sogna, tra febbre e superstizione
La domanda, adesso, è quanto potrà durare. La Norvegia si prepara ai quarti contro l’Inghilterra in un clima elettrico ma non senza pensieri: nel ritiro c’è stato un malessere diffuso, con alcuni giocatori isolati per il timore di un virus. Comunque vada, il segno è già lasciato: in un Mondiale che a 48 squadre ha allargato la mappa del pallone, il calcio si conferma capace di attraversare oceani e di finire, letteralmente, sui documenti d’identità. A migliaia di chilometri da Oslo, un pezzo di Perù crescerà chiamandosi Haaland.