The light side of Infantino il presunto cattivo: “C’è una verità per il capitale e una per i giornali”

Gordon Gekko in difesa del presidente della Fifa. "Quante assurdità sui biglietti". Spiegherà al Napolista perché il calcio europeo e la stampa europea lo detestano: "Non vi siete mai chiesti come il Marocco con Infantino è diventato quasi una potenza del calcio mondiale?"

The light side of Infantino il presunto cattivo: “C’è una verità per il capitale e una per i giornali”

FIFA President Gianni Infantino holds a press conference in Mexico City on June 10, 2026.( The Yomiuri Shimbun ) (Photo by Takuya Yoshino / The Yomiuri Shimbun via AFP)

“Dedicato ai cattivi che poi così cattivi non sono mai”
(Ivano Fossati o, se preferite, Loredana Bertè)

Il ritorno di Gordon Gekko. Dagli Stati Uniti provoca il Napolista. Gli scappa da ridere di fronte a questa versione mediatica di Infantino come nuovo Goebbels. Sostiene che noi giornalisti non capiamo nulla di business, dei processi che riguardano il capitale, del reale motivo per cui Infantino è avversato dalla stampa europea (ma ha detto che ce lo spiegherà la prossima volta).

Gordon Gekko, l’uomo che disse immediatamente che la Superlega sarebbe finita nella pattumiera, che il calcio italiano è al “si salvi chi può”, ha deciso di offrire al Napolista una rubrica che potrebbe avere due nomi: “dalla parte del diavolo”, oppure “the light side of Infantino”.

I Mondiali sono un evento guardato da cinque miliardi di persone

Ecco Gordon che qui chiameremo GG:
“Stai cercando un corrispondente da NY per i mondiali?”

Se avessimo avuto bisogno di un giornalista non avremmo chiamato te.
GG:”Ti serve sapere come stanno davvero le cose? O almeno una versione capitalistica di quel che sta avvenendo?”

Tutti ci raccontano il dark side di Infantino, proviamo col lato luminoso.

GG: “Il lato oscuro è sempre stato più affascinante, effettivamente. Però per vedere quello luminoso basterebbe farsi qualche domanda?”

Partiamo dal pasticcio biglietti
“Ecco. Innanzitutto mi chiederei se i prezzi del Mondiale americano sono allineati a quelli di mercato del mercato Usa. Basta una ricerca online per verificare che anche se in Europa lo sport costa meno, in Usa complici redditi più alti e maggiore appetito di entertainment, per andare allo stadio le famiglie spendono di più”.

E va bene.
“Basta saper chiedere. Devi confrontare grandezze omogenee. Per capirci, il Mondiale non puoi che confrontarlo con i play-off degli sport tradizionali americani. Ti accorgeresti che a fronte di un prezzo medio (facciale) di 590 dollari a biglietto, hai per la NFL a 690 dollari di media, per la NHL 485 e l’NBA a 483. Sui prezzi minimi, il Mondiale di calcio è molto sotto, 80 dollari contro i $360 di NFL. Se poi sul mercato parallelo crescono, è perché c’è più domanda”.

La Nfl senza abbonamento tv non la guardi, il Mondiale invece sì

In realtà l’accusa è che sul mercato parallelo sono più bassi per una manovra della Fifa.
“Per alcune partite, vedremo quando il Mondiale andrà avanti ed entrerà nel clou. Ci sono 48 squadre, nella prima fase ci sono partite meno interessanti. E non dimentichiamo che gli stadi americani sono enrìormmi, non hanno la capienza di quelli europei. Comunque il punto è un altro: se gli americani spendono 700 dollari per una partita di play-off NFL che si gioca ogni anno, mica possono spendere meno per un torneo che vedono ogni 30 anni se gli va bene. Poi c’è un aspetto sottovalutato. I play-off NFL fanno 400 milioni di spettatori in totale, l’ultima Coppa del Mondo di calcio ha avuti 5 miliardi”.

Quindi la FIFA avrebbe dovuto alzare i prezzi, non abbassarli…
“I soldi non dormono mai!”

In tanti però sono tagliati fuori. Si poteva pensare a una diversa distribuzione di fasce di prezzo.
“Mi pare che il Napolista abbia sempre difeso i prezzi alto allo stadio. In realtà il mondiale Fifa resta di gran lunga l’evento sportivo mondiale più accessibile, è l’unico che viene mandato free-to-air in tutto il mondo. La NFL senza abbonamento non la vedi. Siamo di fronte all’evento sportivo già visto del pianeta, non volete capirlo. È un’industria che si muove e si dà appuntamento in un posto. A voi sembra niente. Eppure vi basta muovervi con la famiglia per trecento chilometri che sembra una tragedia”.

Infantino avrà qualche merito se l’Iran sta giocando i Mondiali?

Allo stadio ci va solo chi può spendere, ci può anche stare per carità.
“È l’economia bellezza! La legge della domanda e dell’offerta. Funziona così da millenni, ma anche qui manca una domanda. E cioè: dove finiscono i soldi?”

Agli organizzatori.
“Dipende. Se parliamo di leghe professionistiche sì; NFL, NBA, ma anche Premier League e Serie A. I soldi finiscono nelle casse dei club posseduti da privati e in ultima istanza di calciatori e procuratori. La FIFA invece è una no-profit, che non fa utili. I ricavi li distribuisce in maniera paritaria a 211 federazioni in giro per il mondo. Quindi i soldi del ricco americano che paga il biglietto della finale 10mila dollari ma anche i ricavi dei broadcaster, servono a costruire campi da calcio in Mali e nelle Filippine, come in Italia e Germania. Vi siete mai chiesti voi giornalisti come mai il Marocco con Infantino sia diventata quasi una potenza del calcio mondiale? E se sia una novità gradita all’Europa? Mi pare che foste proprio voi del Napolista a scrivere un pezzo sul rapporto di forza e di potere, e quindi di soldi, tra Uefa e Fifa. Il calcio andrebbe raccontato in due modalità. Quella per i tifosi e quella per chi vuole capire perché avvengono i processi. Invece al giornalismo piace confondere i piani, così non si capisce niente”.

Infantino santo subito.
“Di certo non è il diavolo che dipinge la stampa internazionale, voi in Italia parlate solo di pallone, moduli, calciomercato senza soldi. Il resto non vi interessa. Avrà qualche merito se l’Iran sta giocando i Mondiali? Mi pare che Fabio Cannavaro abbia definito normali le operazioni alla dogana che tanto clamore hanno suscitato. Un errore lo ha commesso, te lo dirò la prossima volta”.

Intanto L’Equipe ha dipinto Infantino come il pupazzo di Trump.
“Ecco appunto. Di Trump parliamo la prossima volta. Ma non dimentichiamo che i Mondiali erano negli Stati Uniti, non da Trump. Se ci fosse stato Biden, per dire, tutto questo non sarebbe successo. Ma ne riparleremo, tra 5 minuti apre il Dow Jones”.