Il Napoli davvero non comprerà nessuno (tranne per sostituire chi andrà via)
Allegri considera la rosa molto competitiva. È l’uomo voluto da De Laurentiis per valorizzare anche il mercato dello scorso anno. Osserverà Lucca a Dimaro, da lui dipenderà il destino di Lukaku

As Roma 15/03/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Il Napoli davvero non comprerà nessuno, come anticipato da Aurelio De Laurentiis alla presentazione della maglia del centenario. “Per me non dovremo comprare nessuno”, disse. E poi a proposito di Allegri e del mercato: “Sono contento e fiero di aver dato continuità con un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e ha giocato due finali di Champions. Se i ruoli presentano dei buchi, allora bisogna rivolgersi al mercato. Ma se per ogni ruolo ci sono addirittura due sostituzioni, qualche volta anche tre, è chiaro che allora si deve prima ragionare con chi li deve allenare. “Ma tu sei proprio sicuro che vuoi cambiare qualcuno perché con questi qua puoi ambire a fare grandi cose”. Ogni allenatore usa una metodologia diversa per allenare. Poi il signor Allegri è anche aziendalista, in questo sicuramente andremo molto d’accordo”.

La scelta strategico-aziendale del Napoli
Ormai si conoscono i numeri. Il Napoli ha 47 calciatori, deve sistemarne almeno 22. Il punto politico non è l’inizio di un piano di austerity. Il punto politico, diremmo strategico-aziendale, è che lo scorso anno il Napoli è stato protagonista di una campagna acquisti molto onerosa dal punto di vista finanziario. Mercato che però ha reso decisamente poco sul campo. I nomi ormai sono noti: Lang e Lucca sono addirittura andati via in prestito a gennaio. Così come Marianucci. Beukema ha reso al di sotto delle aspettative. Gutierrez non si è affermato come qualcuno avrebbe potuto sperare. E poi De Bruyne che tra infortuni e incomprensioni tattiche e di visione, è stato un pesce fuor d’acqua. Resta Hojlund il grande acquisto estivo che è stato riscattato quest’estate, come da contratto. Non citiamo Milinkovic che comunque ha giocato ed Elmas che il suo ruolo di jolly lo ha svolto come al solito egregiamente.
Il Napoli continua a pagare in questa sessione quel che ha acquistato dodici mesi fa. Abbiamo scritto sul Napolista come essere aziendalista non significhi essere signor sì. Massimiliano Allegri è profondamente convinto – da tempo – che il Napoli abbia una rosa forte, profonda e strutturata. Lo ha sempre detto anche nelle sue conversazioni private. Non parliamo di un allenatore che subisce una scelta societaria. La condivide. Come emergerà anche il giorno della presentazione al San Carlo il 14 luglio.

Max stravede per De Bruyne. Il destino di Lukaku dipende da Lucca
Allegri vorrà vedere tutti i calciatori a disposizione. Stravede per De Bruyne nonostante la stagione anonima e il Mondiale che fin qui è stato da invisibile. Ricordiamo che lo scorso anno il fuoriclasse belga era stato preso per lui. Poi Conte rimase e lui andò al Milan dove aveva una rosa decisamente più debole rispetto a quella del Napoli. Non a caso, in questo mercato i rossoneri ad Amorim hanno già acquistato il centravanti (Gonçalo Ramos) e il difensore centrale (Gila).
Allegri condivide la scelta di non disperdere il patrimonio del Napoli. È convinto di poter valorizzare tanti calciatori reduce da una stagione complicata. De Bruyne in primis ma anche Lang e persino Lucca che Max vuole visionare a Dimaro. Vuole capire il patrimonio a disposizione. Dal destino di Lucca dipenderà quello di Lukaku. Se Lucca dovesse rimanere, è molto probabile che Romelu andrà via. Con sommo dolore del Napolista, ma tant’è. Allegri, ricordiamolo, avrebbe voluto Lukaku alla Juventus un paio di anni fa. Max è uno che ne sa di calcio, e pure tanto. A dispetto dalla grottesca narrazione che lo avvolge.

Ha una bassissima percentuale di dispersione
Vorrà anche parlare con i calciatori, guardarli negli occhi, capire quanto desiderio hanno di ripartire. Dopo una stagione che – ricordiamolo – si è chiusa col secondo posto non col settimo. E che ha comunque portato in bacheca una Supercoppa. Brucia ancora la macchia – notevole – dell’eliminazione al girone di Champions. Trentesimi su trentasei è un risultato mortificante.
De Laurentiis ha scelto Allegri sia per il suo palmares sia per la sua capacità – rara tra gli allenatori italiani – di comprendere che l’allenatore è una sorta di amministratore delegato. Ma anche perché, come dovrebbero essere gli acquedotti, presenta una bassissima percentuale di dispersione. Valorizza al meglio il patrimonio che la società gli mette a disposizione. La narrazione che lo accompagna negli ultimi anni è risibile. Non avrebbe mai potuto vincere con quella Juventus, come infatti non hanno vinto né Thiago Motta né Spalletti che hanno fatto peggio di lui. Né col Milan dello scorso anno, tant’è vero che – pronti via- ad Amorim stanno allestendo una campagna acquisti sontuosa.
De Laurentiis ha ponderato la scelta. Nessuno più di Max avrebbe potuto provare a valorizzare una rosa che è costata tanto ma che però non ha reso quanto avrebbe dovuto e potuto. Poi, nel caso in cui dovessero esserci partenze, ci saranno acquisti. Vale per il portiere ovviamente, come per l’esterno destro di difesa. Ed eventualmente per altri ruoli che si libereranno.