Garcia attacca la FIFA sul caso Balogun: “Decisione senza precedenti, non sapevo che il 5 luglio fosse il pesce d’aprile. Difendiamo il calcio”

Alla vigilia dell'ottavo tra Stati Uniti e Belgio, il ct dei Diavoli Rossi non le manda a dire sulla squalifica cancellata all'attaccante americano, che così sarà in campo proprio contro di lui. Tra sarcasmo ed etica, Garcia alza la voce, con Courtois "sorpreso" e la federazione belga pronta a valutare "tutte le opzioni".

Garcia attacca la FIFA sul caso Balogun: “Decisione senza precedenti, non sapevo che il 5 luglio fosse il pesce d’aprile. Difendiamo il calcio”

Belgium's head coach Rudi Garcia pictured during a press conference of Belgian national soccer team Red Devils to announce the selection for the 2026 FIFA World Cup, at the Proximus Basecamp in Tubize, on Friday 15 May 2026. The 2026 FIFA World Cup will take place in the United States, Mexico, and Canada from 11/06 to 19/07. BELGA PHOTO EMILE WINDAL (Photo by EMILE WINDAL / BELGA MAG / Belga via AFP)

Sul caso Balogun irrompe anche Rudi Garcia. Il commissario tecnico del Belgio, alla vigilia dell’ottavo di finale contro gli Stati Uniti, ha attaccato duramente la FIFA per aver sospeso la squalifica di Folarin Balogun — espulso contro la Bosnia — rendendolo così disponibile proprio contro i Diavoli Rossi. Una scelta che, come riporta Sky Sport, il Belgio considera abnorme, e che si somma alle ricostruzioni su una telefonata di Trump a Infantino dietro la decisione.

Le parole di Garcia sul caso Balogun

Il tono del ct francese è tra l’ironico e l’indignato. “Non pensavo che per la FIFA il 5 luglio fosse il pesce d’aprile”, ha detto Garcia, bollando come una beffa il provvedimento. Poi la rivendicazione: “È una decisione senza precedenti. Stiamo difendendo il calcio e la sua etica, non solo il Belgio“. Un messaggio netto: non è una questione di campanile, ma di principio, perché il regolamento — sostiene — dice altro. Sulla stessa linea il portiere Thibaut Courtois, che si è detto “sorpreso“, mentre la federazione belga ha fatto sapere di voler “valutare tutte le opzioni”.

Un coro sempre più ampio contro la FIFA

Le parole di Garcia si inseriscono in una protesta ormai corale. Già nelle ore precedenti il Belgio aveva attaccato la FIFA perché “il regolamento dice altro”, e soprattutto la UEFA di Ceferin aveva parlato di una decisione che supera “una linea rossa”, mettendo a rischio la credibilità dei Mondiali. Un fronte a cui fa da controcanto qualche voce fuori dal coro, come il giornalista americano che ha difeso la grazia tirando in ballo, surreale, i Mondiali del 1934.

La risposta di Pochettino e la sfida in campo

Dall’altra parte, il ct degli Stati Uniti Mauricio Pochettino ha provato a stemperare: “Stimo Rudi e credo nell’integrità etica di questo sport”. Ma il clima resta teso, perché a decidere sarà comunque il campo: il Belgio è arrivato agli ottavi ritrovandosi anche senza De Bruyne dal 1′, con la rimonta al Senegal, e ora se la vede con un’America che, grazie alla FIFA, ritrova il suo miglior attaccante. Garcia lo sa: per questo ha scelto di alzare la voce prima del fischio d’inizio, provando a trasformare la protesta in energia. “Difendiamo il calcio”, ha ripetuto. La palla, adesso, passa al campo.