La sospensione della squalifica di Balogun è un caso politico, Trump ha chiamato Infantino

L'attaccante degli Stati Uniti potrà giocare contro il Belgio. Trump si congratula pubblicamente con la Fifa ma ci sono polemiche per pressini politiche. In precedenza c'erano stato polemiche perché per lo stesso fallo Messi non era stato neanche ammonito

La sospensione della squalifica di Balogun è un caso politico, Trump ha chiamato Infantino

Db New York (Stati Uniti) 13/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Chelsea-Paris Saint-Germain / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Donald Trump-Gianni Infantino

È un caso politico la revoca della squalifica dello statunitense Balogun ai Mondiali. Balogun era stato squalificato in modo discutibile per una brutta entrata – ma poco volontaria – in Stati Uniti-Bosnia. Per la stessa entrata coi tacchetti, molto più volontaria, Messi contro l’Algeria non era stato nemmeno ammonito. Il punto è che in questo è intervenuto Trump con una telefonata al presidente della Fifa Gianni Infantino, come scrive il giornalista Ben Jacobs. Dalla Fifa smentiscono che la Fifa si sia mossa per sollecitazioni politiche e ricordano il precedente di Cristiano Ronaldo la cui squalifica fu ugualmente sospesa.

Mondiali, Balogun ci sarà con il Belgio: squalifica sospesa

Come annunciato dalla stessa Fifa, Balogun, nonostante la squalifica per l’espulsione rimediata nel match contro la Bosnia, potrà giocare contro il Belgio. Ecco la nota:

“In conformità con l’articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa, l’esecuzione della squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno. Se Folarin Balogun commetterà un’altra infrazione di natura e gravità simile durante il periodo di prova, la squalifica sarà revocata e la sanzione applicata, senza pregiudizio per qualsiasi sanzione aggiuntiva imposta per la nuova infrazione”.

Folarin Balogun

La decisione è stata salutata dal presidente Donald Trump che sul suo social Truth ha fatto i complimenti alla Fifa per questa decisione: “Grazie alla Fifa per aver agito secondo giustizia e per aver posto rimedio a una grave ingiustizia”. 

Il giornalista inglese Ben Jacobs scrive che Ben Jacobs avrebbe chiamato Gianni Infantino per rivedere la decisione di squalificare l’attaccate. La Fifa ha reagito sostenendo che non ci sia stata alcuna ingerenza visto che tutto è già previsto dall’articolo 27.