Mei: “L’atletica italiana ha cinque Sinner e cinque piste, per correre dobbiamo disegnare le righe sulla provinciale”

Il presidente della Fidal al Corsera: "Se Tamberi è un alieno, Battocletti fa un altro sport. Puntiamo forte sui Mondiali 2029. Gli atleti sono al centro di tutto, ma mancano le strutture"

Mei: “L’atletica italiana ha cinque Sinner e cinque piste, per correre dobbiamo disegnare le righe sulla provinciale”

Gold medallist Italy's Nadia Battocletti celebrates after winning the women's 10,000m final during the European Athletics Championships at Alexander Stadium in Birmingham on August 14, 2026. (Photo by Ben STANSALL / AFP)

Visto che Sinner è termine di paragone e misura del tutto nello sport italiano, Stefano Mei dice che lui tifa Sinner “ma non lo invidio a Binaghi. Sono mondi diversi: noi siamo uno sport globale. Di Sinner, in Nazionale, io ne ho quattro o cinque…“. Dopo la vittoria del medagliere agli Europei di Birmingham è il momento d’oro dell’atletica italiana e sarebbe anche il momento buono per passare un po’ all’incasso. Il presidente della Federatletica ha all’orizzonte la sfida di candidature con Londra e Nairobi per il Mondiale 2029 e intervistato dai Gaia Piccardi per il Corriere della Sera dice che ancora in Italia “c’è chi deve disegnare le righe per terra sulla provinciale…”. Perché l’Italia che domina l’Europa in pista ha solo tre palazzetti indoor per l’atletica (Ancona, Brescia e Taranto) e due stadi con la pista chissà ancora per per quanto: l’Olimpico e Napoli.

Il materiale umano

“Gli atleti sono stati messi al centro del progetto, con le risorse necessarie. Società e territorio lavoravano bene però il drop out tra i 20 e i 23 anni era elevatissimo. Il nostro sistema sportivo è basato sul calcio, quindi sul tifo: bisognava trovare ragazzi per cui appassionarsi. Il materiale umano era ottimo, andava sostenuto. Da lì è partito un circolo virtuoso, che continua”.

Tamberi

Mei, da ex campione d’Europa sui 10.000 si gode Nadia Battocletti:Se Gimbo Tamberi è un alieno, Nadia fa un altro sport. È uscita dal Golden Gala con qualche dubbio, poi a Birmingham ha vinto due ori. Non è tanto la facilità con cui trionfa in Europa: il suo segno distintivo è la differenza di classe imbarazzante rispetto alle altre. Ai Mondiali di Pechino 2027 e ai Giochi di Los Angeles 2028 me la aspetto attaccata al Kenya».

Tornando alla  candidatura di Roma per i Mondiali, “abbiamo il sostegno del sistema-Paese: governo, Coni, Sport e Salute. Remiamo tutti nella stessa direzione. Al centro del budget (144 milioni di euro), come sempre gli atleti: per loro abbiamo previsto i migliori alberghi e trasporti, il trattamento che meritano. Londra ha finanziamenti privati, Nairobi sarebbe la prima volta dell’Africa. È una gara, e in gara non ho paura di nessuno”.

Avessimo pure qualche pista, non sarebbe male.