In Egitto: “Se avessimo vinto noi, la Fifa avrebbe perso milioni di sponsor con Messi”
Le leggende del calcio nazionale — da Aboutrika a Mido — attaccano la FIFA e il suo presidente. E il bersaglio non è solo l'arbitro ma il "sistema": telefonate, sponsor, marketing

Argentina's forward #10 Lionel Messi reacts during the 2026 World Cup round of 16 football match between Argentina and Egypt at Atlanta Stadium in Atlanta on July 7, 2026. (Photo by ROBERTO SCHMIDT / AFP)
Il caso Egitto-Argentina si è trasformato in un processo pubblico a Infantino. Dopo il 3-2 in rimonta subìto dall’Albiceleste, in Egitto si è scatenata una raffica di accuse alla FIFA da parte degli ex campioni, rilanciata da The National. Non è più solo la federazione a protestare per l’arbitraggio: è mezzo pantheon del calcio egiziano a puntare il dito.
Aboutrika: “La FIFA ora è telephone play”
La bordata più dura è di Mohamed Aboutrika, leggenda dell’Al Ahly. Il riferimento è alla grazia concessa a Balogun dopo la telefonata di Trump: “La FIFA non è fair play, la FIFA ora è telephone play. ‘Ci serve un rosso cancellato? Certo, lo cancelliamo’. Infantino ha rovinato il calcio”, ha detto a beIN Sports. E ha aggiunto, sul senso di ingiustizia vissuto in campo: “Volete che giochiamo contro Messi, contro la FIFA e contro gli arbitri? Io voglio i miei diritti, niente di più”. È lo stesso nervo scoperto dei giorni scorsi, quando la squalifica di Balogun è stata sospesa dopo la chiamata del presidente Usa e Infantino ha rivendicato l’indipendenza degli organi disciplinari.

Mido: “Corruzione e business, con l’Egitto fuori la FIFA ha salvato milioni”
Ancora più esplicito Mido, ex attaccante di Egitto e Tottenham: “L’Egitto ha assaggiato la corruzione della FIFA. Lo diciamo da anni: Infantino e i suoi uomini stanno trasformando il calcio in un gioco puramente commerciale”. Poi l’accusa economica: “Oggi sarebbe stato uno scandalo per la FIFA se l’Egitto avesse eliminato l’Argentina, perché avrebbe perso milioni di sponsorizzazioni. Ci sono sponsor della FIFA e sponsor di Messi con accordi ben precisi”. E sull’episodio-chiave: “Il pallone su Salah era rigore. Se lo hanno dato all’Argentina, allora andava dato anche questo”. Pur nella rabbia, la chiusa è quasi orgogliosa: per la prima volta, dice, può parlare di “un’uscita a testa alta”.
Il ct Hassan e il sospetto-marketing
Sulla stessa linea il commissario tecnico Hossam Hassan: “Niente rispetto e niente fair play, oggi”, e un’insinuazione netta: “Forse è una questione di marketing: vogliono tenere i campioni del mondo e Messi nel torneo”. Nel mirino, oltre al gol annullato a Ziko, c’è il presunto fallo su Salah non rivisto al VAR poco prima del gol-vittoria di Enzo Fernández al 93′. È il montante di accuse su cui l’Egitto ha costruito il reclamo ufficiale con cui chiede di “cacciare” l’arbitro Letexier. Per onestà, però, va ricordata anche la lettura opposta e più fredda: per un ex arbitro d’élite il gol andava convalidato, ma il complotto è una sciocchezza. Un errore c’è stato; il resto, per ora, è sospetto — anche se, con il dibattito sui favori a Messi che dilaga, il sospetto pesa quanto un fatto.