L’Egitto passa dalle parole ai fatti: reclamo ufficiale alla FIFA, “indagate e cacciate l’arbitro Letexier”

Dopo le accuse a caldo del ct e di Zico, la federazione egiziana mette tutto per iscritto: il presidente Abou Rida ha depositato un reclamo formale contro il francese Letexier e la squadra al VAR, chiedendo un'indagine, l'esclusione dell'arbitro dal torneo e parlando addirittura di "crimine di discriminazione".

L’Egitto passa dalle parole ai fatti: reclamo ufficiale alla FIFA, “indagate e cacciate l’arbitro Letexier”

Argentina's forward #10 Lionel Messi argues with French referee Francois Letexier during the 2026 World Cup round of 16 football match between Argentina and Egypt at Atlanta Stadium in Atlanta on July 7, 2026. (Photo by ROBERTO SCHMIDT / AFP)

Il caso Egitto-Argentina diventa un fascicolo ufficiale sulla scrivania della FIFA. Dopo le accuse durissime del ct Hossam Hassan sulla “partita truccata”, la federcalcio egiziana passa agli atti: il presidente Hany Abou Rida ha annunciato di aver presentato un reclamo ufficiale contro l’arbitro francese François Letexier, che martedì ha diretto l’ottavo vinto in rimonta 3-2 dall’Albiceleste.

Cosa chiede l’Egitto: indagine ed esclusione dell’arbitro

La richiesta è netta: aprire un’indagine sul 37enne fischietto transalpino, reo — secondo Abou Rida — di gravi errori e di aver “applicato due pesi e due misure”. Ma il numero uno del calcio egiziano è andato oltre, allargando la richiesta all’intera squadra arbitrale, assistenti al VAR compresi, e chiedendo l’esclusione di Letexier e dei suoi collaboratori dalla fase finale del Mondiale. Parole grosse: la federazione ha parlato apertamente di un “crimine di discriminazione” ai danni della nazionale di Salah. È il salto di qualità rispetto allo sfogo verbale: non più solo dichiarazioni, ma un procedimento formale.

Gli episodi contestati al VAR

Nel mirino ci sono soprattutto due episodi, che Al Jazeera ha ricostruito nel dettaglio. Il primo: un gol annullato all’Egitto per un’infrazione rilevata dal VAR diversi secondi prima, a inizio azione. Il secondo, ancora più pesante: la rete decisiva di Enzo Fernandez, che secondo gli egiziani sarebbe stata viziata due volte da quanto accaduto poco prima dall’altra parte del campo — una vistosa trattenuta su un giocatore egiziano al limite dell’area argentina e, nel prosieguo, un contatto da rigore non fischiato su Salah. Tutto rivisto al VAR e non ritenuto degno di revisione. È lo stesso nervo scoperto per cui i complottisti sono convinti che l’Argentina sia protetta.

La disparità disciplinare e lo sfogo di Hassan

A rafforzare la protesta, un dato: l’Egitto ha ricevuto cinque cartellini gialli (uno al ct) e ha visto espulso un membro dello staff; l’Argentina ha chiuso senza un solo ammonito. Il ct Hassan ha promesso di non guardare più una partita del torneo: “È il mio modo di far sentire la mia voce. Abbiamo subito un’ingiustizia, li abbiamo surclassati in ogni aspetto. Sembra che l’Argentina abbia esercitato pressioni sull’arbitro prima della partita. Non c’è stato fair play, né rispetto”. Il tutto si salda al sospetto, ormai ricorrente, di un occhio di riguardo per Messi e i campioni in carica — lo stesso clima in cui il dibattito sui presunti favoritismi FIFA dilaga, dopo che il caso Balogun aveva già incrinato la fiducia nel torneo. L’Egitto, intanto, torna a casa: ma stavolta con un reclamo protocollato.