Nesta boccia il calcio italiano: “Cresciamo polli da allevamento, e dopo la nostra generazione è il vuoto”

Alla Gazzetta boccia il calcio italiano: persa l'identità, troppa tattica fin da bambini, vivai abbandonati. "Si crescono polli da allevamento, tutti uguali e senza creatività". E dopo la sua generazione, il vuoto.

Nesta boccia il calcio italiano: “Cresciamo polli da allevamento, e dopo la nostra generazione è il vuoto”

Ni Napoli 29/09/2024 - campionato di calcio serie A / Napoli-Monza / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Alessandro Nesta

Alessandro Nesta in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, fotografa il declino del calcio italiano, e lo fa senza sconti. L’ex colonna della difesa azzurra e del Milan, in Nord America con le Leggende dell’Italia, ha consegnato un’analisi durissima del nostro movimento: identità smarrita, vivai trascurati e una generazione di talenti che non nasce più.

Le parole di Nesta sull’Italia: “Dopo di noi, il vuoto”

Il punto di partenza è il confronto generazionale: “Dopo di noi c’è stato il vuoto, nessun successo a parte l’Europeo 2021. Abbiamo fatto parte di una generazione clamorosa e in più abbiamo vinto. Oggi non ci sono più giocatori iconici come quelli del nostro gruppo”. Per Nesta il problema è alla radice, nel modo in cui si formano i ragazzi: “Abbiamo perso la nostra identità italiana e siamo andati a scopiazzare in giro, è mancato l’interesse dei club per i giovani nostrani. Oggi c’è troppa tattica, già dai 12-13 anni si parla di schemi e moduli quando invece si dovrebbero sviluppare genio e dribbling. Si crescono polli da allevamento, tutti uguali, bravi a palleggiare ma senza creatività”.

È un paradosso che convive con l’Under 17 appena campione d’Europa: il talento c’è, è il sistema a non saperlo coltivare. E la frustata finale è al modello-Paese: “I giovani oggi puntano ad andare all’estero: una volta il sogno era la Serie A, oggi il livello del campionato si è abbassato. Non siamo riusciti a costruire una Lega che viaggiasse sulle proprie gambe, siamo figli viziati di famiglie come Berlusconi, Moratti, Sensi. Da allora non ci siamo evoluti, soprattutto a livello di stadi e infrastrutture”. La stessa nostalgia di un calcio che non c’è più.

E sul Milan: “Il vero problema è la confusione”

Sul Milan, Nesta distribuisce responsabilità ma indica un male più profondo: “Sicuramente Allegri ha colpe del tracollo, così come le hanno i calciatori. Il vero problema però è la grande confusione interna al club. Per rimettere a posto le cose occorre mettere le persone giuste nel ruolo giusto”. Una stoccata che arriva mentre quell’Allegri è al centro del caos sulla buonuscita rossonera, con il Napoli alla finestra prima di diventare il nuovo allenatore azzurro. Su Ibrahimovic dirigente resta prudente (“non posso giudicarlo”), ma la ricetta è netta: “Tutto deve partire dal direttore sportivo. Il Milan è una buona squadra: va inserito un grande centravanti”. È, di nuovo, il tema dell’identità da ricostruire.