Braida: “Mi viene da piangere a vedere il Milan in questa situazione”
Al Festival della Serie A l'ex dg Braida fotografa il momento del Milan: "C'è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia, senza quella non c'è futuro"

Cremona 04/09/2022 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Sassuolo / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Ariedo Braida
Ariedo Braida non usa giri di parole sul Milan. Intervenuto al Festival della Serie A, lo storico ex direttore generale rossonero ha descritto con parole accorate la crisi del Diavolo: “Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione”.
Le parole di Braida sul Milan
Il dirigente che ha costruito il Milan degli anni d’oro parte dall’affetto: “Sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. C’è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia, senza quella non c’è futuro”. Un concetto, quello della storia, su cui Braida è tornato anche difendendo i Maldini dalle critiche: “La famiglia Maldini, a partire dal padre, ha scritto la storia del Milan. Non puoi non partire dalla storia”. Nel mirino, in controluce, l’assenza dei punti di riferimento che hanno fatto grande il club, da Berlusconi a Galliani. E un messaggio diretto a chi oggi siede in dirigenza: “Ibrahimovic è stato un grande campione, ma da dirigente deve avere l’umiltà di imparare”.
Una crisi che viene da lontano
Il peso di queste parole sta in chi le pronuncia: Braida non è un tifoso qualsiasi, ma uno degli artefici del Milan vincente, e certifica dall’interno un malessere che va oltre il campo. Lo dicono le contestazioni dei tifosi sotto la sede, lo dice la nostalgia per Paolo Maldini diventata protesta di sistema, lo dice la polveriera in panchina con la rottura tra Allegri e Ibrahimovic. È la fotografia di una crisi che a Milano dura da troppi anni e di un disastro che parte da lontano. La ricetta di Braida è semplice e spietata: ricostruire un’identità prima ancora di una squadra. Perché, è il suo avvertimento, senza storia non c’è futuro.