La nostalgia per Paolo Maldini dei tifosi del Milan sul Guardian: è una protesta di sistema
La protesta dei tifosi del Milan ha preso le forme di un rigetto per il modello basato sui fondi: e quando i risultati non vengono non c'è più nulla

Db Milano 03/12/2020 - Europa League / Milan-Celtic / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Paolo Maldini
I tifosi che mostrano la maglietta di Paolo Maldini in faccia alla dirigenza del Milan. E’ una crisi istituzionale, ancor prima che sportiva, quella rossonera. Che finisce anche sul Guardian. Perché dopo l’ennesimo tracollo la protesta dei tifosi del Milan ha preso le forme di un rigetto di sistema: basta con i fondi, rivogliamo Maldini. Dove per Maldini s’intende non solo Paolo, ma anche ciò che rappresentava il suo posto in società.
“Non c’è da stupirsi che i pochi tifosi che sono rimasti fino alla fine domenica si sentano nostalgici – scrive Nicky Bandini nella sua rubrica sul calcio italiano – Vedendo la loro squadra in difficoltà lottare per impostare l’azione dalla difesa contro il pressing incessante dell’Atalanta, hanno iniziato a intonare cori per Paolo Maldini”.
Chiedi chi era Paolo Maldini
Considerato uno dei più grandi difensori di tutti i tempi, ha vinto sette scudetti e cinque Champions League (o Coppe dei Campioni, come si chiamavano quando ha iniziato a collezionarle) da giocatore, continuando l’eredità di successi iniziata da suo padre, Cesare. Ma i tifosi non ricordavano tanto i successi di Paolo sul campo quanto il suo ruolo più recente nel consiglio di amministrazione del club. Nominato direttore per la strategia e lo sviluppo sportivo dall’allora proprietaria del Milan, Elliott Management, nel 2018, Maldini è stato promosso a direttore tecnico un anno dopo. Ha svolto un ruolo centrale nel reclutamento dei giocatori, contribuendo a costruire la squadra che ha vinto la Serie A nel 2021-22, il primo scudetto del club dopo 11 anni”.
Il Guardian ricorda che “la nomina di Maldini fu inizialmente confermata dopo l’acquisizione del Milan da parte di RedBird Capital nel 2022. Tuttavia, fu esonerato un anno dopo. I rossoneri avevano appena concluso il campionato al quarto posto e Maldini aveva parlato della necessità di ulteriori investimenti nella rosa per rimanere competitivi ai massimi livelli. Ma l’acquisto più costoso dell’estate precedente, Charles De Ketelaere, si era rivelato un flop, e il nuovo amministratore delegato Giorgio Furlani aveva dichiarato che l’obiettivo affidatogli da RedBird era quello di far sì che il club “vivesse secondo le proprie possibilità“. Queste decisioni presentavano diverse sfaccettature, e ciascuna parte aveva la propria versione di come i rapporti di lavoro si fossero incrinati”.
Il problema del risultato e basta è che se manca quello manca tutto
Il punto ora è che i tifosi vorrebbero quella versione lì del loro club. Perché per altro, come sottolinea il Guardian, “il problema di concentrarsi sempre sul risultato finale è che non si ha nulla su cui contare se poi le cose vanno male”.
E ora le cose vanno malissimo, sta saltando anche la qualificazione Champions. Gli ultras avevano già manifestato il loro disappunto prima del fischio d’inizio con una protesta fuori dallo stadio e poi con una coreografia nella Curva Sud , usando i loro corpi e le torce dei cellulari per comporre la scritta “GF OUT”, le iniziali di Furlani.