Scarpe tolte e valigie rovesciate in pista: l’America accoglie così il Senegal ai Mondiali

A San Antonio la delegazione senegalese è stata perquisita sulla pista appena scesa dall'aereo: scarpe tolte, bagagli rovesciati. La clip è diventata virale lunedì e ha riacceso le polemiche sull'accoglienza americana

Scarpe tolte e valigie rovesciate in pista: l’America accoglie così il Senegal ai Mondiali

CHARLOTTE, NORTH CAROLINA - MAY 31: Falarin Balogun of United States celebrates after scoring his team's third goal during the international friendly match between United States and Senegal at Bank of America Stadium on May 31, 2026 in Charlotte, North Carolina. Jamie Squire/Getty Images/AFP (Photo by JAMIE SQUIRE / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

C’è un nuovo video che fa discutere alla vigilia dei Mondiali 2026, e ancora una volta non riguarda il campo. Protagonista, suo malgrado, il Senegal: la nazionale di Sadio Mané e Nicolas Jackson, appena atterrata a San Antonio per l’ultima amichevole contro l’Arabia Saudita, è stata sottoposta a un controllo di sicurezza direttamente sulla pista dell’aeroporto. Documenti, bagagli e materiale sportivo passati al setaccio sotto gli occhi di tutti.

Cosa mostra il video diventato virale

Le immagini, rilanciate su X lunedì 8 giugno, mostrano i giocatori in tuta accanto alle valigie aperte mentre gli agenti li perquisiscono uno a uno. “Perquisizioni complete in pista, scarpe tolte, borse rivoltate come a dei criminali: è pura umiliazione”, ha scritto un tifoso, in uno dei commenti più condivisi. La reazione del pubblico africano è stata durissima, anche perché parliamo di una squadra piena di stelle della Premier League. Secondo quanto riportano l’agenzia turca Anadolu e diverse testate internazionali, non c’è stato alcun commento ufficiale da parte della federazione senegalese, della Fifa o delle autorità americane.

 

Non è un caso isolato

Il punto è che il Senegal non è un’eccezione. È l’ennesimo capitolo di un’accoglienza americana che somiglia sempre più a un percorso a ostacoli. Pochi giorni fa la stella dell’Iraq Aymen Hussein è stata trattenuta e interrogata per quasi sette ore all’aeroporto di Chicago; l’Iran ha vissuto un viaggio kafkiano verso il torneo, dopo che Washington aveva negato i visti alla delegazione per il sorteggio. Anche l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro è stato accolto tra cani antidroga e metal detector. Così, mentre il Mondiale presenta la sua nuova generazione di stelle e il calendario più grande di sempre, il racconto che arriva dagli aeroporti è quello di una festa che comincia con una perquisizione. Il Senegal debutta il 16 giugno contro la Francia.