Un campione del mondo coi cani antidroga: l’America perquisisce Cannavaro e l’Uzbekistan

Tasche svuotate, zaini ammassati per strada, metal detector e cani antidroga: così gli Stati Uniti hanno accolto la nazionale guidata dal campione del mondo 2006. "Ci hanno detto che è la regola, ma alla fine il controllo è stato solo per noi", ha commentato l'allenatore.

Un campione del mondo coi cani antidroga: l’America perquisisce Cannavaro e l’Uzbekistan

A vent’anni dal cielo di Berlino, Fabio Cannavaro è tornato a un Mondiale. Solo che stavolta, prima ancora di mettere piede in campo, il capitano dell’Italia campione del mondo 2006 si è ritrovato perquisito coi cani antidroga. È l’immagine che riassume meglio l’ultima polemica dei Mondiali 2026: l’accoglienza riservata dagli Stati Uniti all’Uzbekistan, la nazionale che Cannavaro guida e che ha appena staccato il pass per la sua prima Coppa del Mondo.

Cosa è successo all’arrivo dell’Uzbekistan

Le immagini, rilanciate sui social, mostrano una procedura tutt’altro che ordinaria. Ogni giocatore e membro dello staff, sceso dal pullman, è stato accolto da steward e forze dell’ordine e invitato a svuotare le tasche, lasciare lo zaino e passare sotto il metal detector. Tutti i bagagli sono stati ammassati per strada e ispezionati, cani antidroga compresi. Una scena praticamente identica a quella che, lo stesso giorno, era già toccata al Senegal, perquisito direttamente sulla pista dell’aeroporto. Lo stesso Cannavaro, dopo l’amichevole persa con l’Olanda di Malen, non si è nascosto: “Mi hanno detto che è la regola, ma alla fine il controllo è stato fatto solo per noi”. E sulla stranezza della situazione: “Bisogna chiederlo a loro”.

😳🐕REGISTRO SUPER ESTRICTO HASTA CON PERROS

Así fue el protocolo de seguridad con la Selección de Uzbekistán previo al amistoso contra Países Bajos en Estados Unidos.🇺🇿 pic.twitter.com/D1SzMEYZcP

— ESPN Centroamérica (@ESPN_CENAM) June 8, 2026

Una festa che comincia con una perquisizione

Il punto è che l’Uzbekistan non è un caso isolato. È l’ennesima tessera di un mosaico che, alla vigilia del torneo, racconta un’America più sospettosa che ospitale. Pochi giorni fa la stella dell’Iraq Aymen Hussein è stata trattenuta e interrogata per quasi sette ore a Chicago; l’Iran ha vissuto un viaggio kafkiano verso il Mondiale, dopo che Washington aveva negato i visti alla delegazione per il sorteggio. E pensare che, mentre il torneo presenta la sua nuova generazione di stelle e il calendario più grande di sempre, il racconto che arriva dagli aeroporti è quello di una Coppa del Mondo che comincia con scarpe da togliere e zaini da rovesciare. L’Uzbekistan di Cannavaro debutterà il 18 giugno contro la Colombia, alle quattro di notte ora italiana. Ammesso che, stavolta, lo lascino passare.