“Conte ha lasciato macerie a Napoli”, l’attacco di Pedullà

L'esperto di mercato riconosce scudetto e Supercoppa, ma avverte: prima di costruire, gli azzurri devono piazzare Lukaku, Noa Lang e Lucca. Tre giocatori che, tra cartellini e stipendi, valgono 65-70 milioni.

“Conte ha lasciato macerie a Napoli”, l’attacco di Pedullà

Ni Napoli 24/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Udinese / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte

“Le macerie di Conte”: è il titolo, volutamente provocatorio, scelto da Alfredo Pedullà nel suo ultimo video di mercato. Il riferimento è all’ormai ex tecnico del Napoli e alle situazioni gravose lasciate in azzurro, che ora dovranno gestire De Laurentiis e il nuovo allenatore Massimiliano Allegri. Un tema che, sul nostro sito, raccontiamo da mesi.

“Le macerie di Conte”: Lukaku, Lang e Lucca da piazzare

Il ragionamento di Pedullà parte dai meriti, doverosi: “Quando va via un allenatore si fa il comunicato, arrivederci e grazie. Ringraziamo Conte, ha vinto uno scudetto e una Supercoppa, trofei che restano in bacheca. Però poi restano le macerie“. Quali? “Oggi il Napoli, prima di muoversi, si ritrova sul groppone Lukaku, Noa Lang e Lucca“. Tre nomi che ai nostri lettori dicono molto: Lang e Lucca erano stati di fatto bocciati da Conte, e fanno parte di quella “operazione resi” di esuberi rientrati dai prestiti.

65-70 milioni di esuberi: perché il Napoli prima deve vendere

Il problema, spiega Pedullà, è soprattutto contabile: “Fate i calcoli di quanto sono costati: circa 30 milioni più una percentuale sulla futura rivendita per Lukaku, e andiamo intorno ai 65-70 milioni considerando anche gli altri due”. Cifre che bloccano il mercato in entrata: prima di comprare, il Napoli deve cedere. È esattamente il nodo del futuro di Lukaku, Lucca e Lang di cui parliamo da tempo, con la cessione del belga ancora aperta. Lucca, per dire, piacerebbe alla Lazio, che però per ora non vuole inserire contropartite tecniche.

Noa Lang galatasaray

Il giudizio: grazie Conte, ma l’eredità di mercato pesa

Pedullà chiude senza voler togliere nulla all’allenatore campione d’Italia: “Sono aspetti che una società deve mettere in conto quando vuole ripartire”. E il Napoli, infatti, riparte: non su un altro attaccante, ma su un altro allenatore. Allegri ha firmato la risoluzione col Milan e manca solo l’annuncio ufficiale di De Laurentiis per aprire la nuova era. Resta però la fotografia, scomoda ma reale, di un’eredità doppia: in bacheca i trofei, sul groppone gli esuberi. Toccherà ad Allegri e Manna trasformare le “macerie” in plusvalenze — ed è da lì, prima ancora che dai colpi in entrata, che passa il nuovo Napoli. Anche perché, come ripetiamo, non è solo lo scudetto l’eredità che Allegri si ritrova tra le mani.