Meno male che Conte aveva torto quando ha parlato di “ambiente non compatto”

Il club dei falliti è tornato a farsi sentire prepotentemente, come ai tempi degli A16 e delle polemiche per Kim e Kvaratskhelia. Lasciamo lavorare Max

Meno male che Conte aveva torto quando ha parlato di “ambiente non compatto”

Cm Como 02/05/2026 - campionato di calcio serie A / Como-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Antonio Conte

“Niente abbonamento”, “non vedrò le partite”, “anno sabbatico”

Dunque, la telenovela è finita. O almeno è stata interrotta prima che diventasse tale. Max Allegri è il nuovo allenatore del Napoli. Prende il posto di Antonio Conte come fu con la Juventus nel 2014. A Torino arrivò tra pernacchie e fischi, se ne è andato con 5 scudetti consecutivi e due finali di Champions League perse contro Barcellona e Real. Poi tornò nel 2021 per vincere Coppa Italia e terzo posto prima del disastro di Giuntoli e Comolli. Anche a Napoli arriva tra mal di pancia e i proclami del nuovo prototipo del tifoso social che tuona: “anno sabbatico”, “niente abbonamento”, “no Allegri”, “non vedrò le partite”. E meno male che Conte aveva torto quando ha parlato di “ambiente non compatto”. Poi li ammireremo tutti allo stadio dopo una vittoria o un momentaneo primo posto in classifica.

Kvara e Kim il nuovo Napoli kama sport attenti a voler lasciare Napoli

Dopo Antonio Conte l’arrivo di Italiano, secondo il termometro social, era nei desiderata dalla piazza. Poi sono arrivati i sondaggi e un mare di chiacchiere che hanno messo De Laurentiis in una situazione dove stava per smentire se stesso: quello che va come un treno guardando avanti senza seguire gli umori di una tifoseria che dal 2004 ad oggi ha cambiato i connotati in un cervellotico senso dell’estetica contro vittoria. Quella parte della piazza che contestò i Kim e i Kvara per poi affollare il Maradona il 4 maggio 2023. Quella parte dell’ambiente che ha attaccato Spalletti e Conte che li ha racchiusi nel club dei “falliti”.

Allegri annuserà l’aria che tira nello spogliatoio dopo Conte

L’eredità di Conte è ben conosciuta e apprezzata da Allegri. La rosa è forte, senza cessioni eccellenti ma con qualche ricambio di un paio di senatori, in un mix di esperienza e giovani su cui si può lavorare sulla base mentale lasciata dal coach british-pugliese. È inutile parlare di moduli e tattica, il “conte Max” dovrà vedere il gruppo e annusare l’aria che tira nello spogliatoio prima di capire sul campo come disporre la squadra tra campionato e Champions. Vedremo quanto durerà lo sciopero bianco dei tifosi “esteti” e quanto impiegheranno i “falliti di successo” ad attaccare il “corto muso” o altri peli nell’uovo come hanno fatto quest’anno.

Allegri e Spalletti

Allegri sa sicuramente una cosa: dopo l’annata in un Milan pieno di contraddizioni e veleni interni alla società deve tornare a vincere, in qualunque modo. E sa che farlo a Napoli vale il doppio. Perché in 100 anni abbiamo visto 4 scudetti, 1 ogni 25 anni in media: basterebbe questo per imporre più pudore e sostenere il nuovo allenatore insieme alla squadra.