Il sondaggio di Piepoli pro Allegri non deve sorprendere, è la versione attuale di “piazze piene, urne vuote”

Allegri è risultato il netto vincitore tra i tifosi del Napoli a livello nazionale. Il sondaggio è di lunedì, presentato al Processo del Lunedì. I social sono una lente deformante e deformata

Il sondaggio di Piepoli pro Allegri non deve sorprendere, è la versione attuale di “piazze piene, urne vuote”

“Piazze piene, urne vuote”. Fu la sconsolata espressione con cui Pietro Nenni nel remoto 1948 commentò la disfatta elettorale della sinistra che diede il via alla lunga stagione della Democrazia Cristiana. La campagna elettorale fu contraddistinta da comizi brulicanti di persone per il fronte popolare (ossia comunisti e socialisti). Di contro sembravano desolatamente vuote, o semivuote, o in alcuni casi comunque non così vibranti, le chiamate alle armi della Democrazia Cristiana. Poi, però, nel segreto dell’urna andò in maniera opposta. È quel che è sempre accaduto in Italia, nel corso del secolo breve ma poi anche in quello successivo ossia in quello attuale.

Nessuno confessava il proprio voto per la Dc o per Berlusconi

Era rarissimo imbattersi in qualcuno che ostentasse o solo confessasse il suo voto per la Dc. Così come anni dopo, conveniva non dire che si sarebbe andati a mettere la ics su Silvio Berlusconi. Pena un’aggressione quasi fisica. E una messa al bando come se si potesse trasmettere una malattia infettiva gravissima. Allegri è una sorta di Berlusconi del calcio, guai a sostenerlo pubblicamente.

È il motivo per cui ha destato tanto scalpore il sondaggio che il Processo del Lunedì ha commissionato all’Istituto Piepoli sul futuro allenatore del Napoli. Il sondaggio è stato effettuato lunedì pomeriggio su base nazionale tra i tifosi del Napoli di tutta Italia. E i risultati sono stati apparentemente sorprendenti: Allegri al 62%, Italiano al 23, Mancini al 15.

Sui social è un continuo di commenti contro Allegri

Ma com’è possibile? Se sui social è un continuo di commenti contro Allegri. Gente che minaccia il suicidio. Chi promette che si dedicherà al curling. Chi giura che si abbonerà alla Juventus. Chi si straccia le vesti. È un mondo meraviglioso che si agita in maniera inconsulta. Anche un universo di persone, quello dei social, che hanno tanto tempo a disposizione. Ma tanto. C’è poi un’altra Italia, anche tra i tifosi del Napoli, che sì seguono il calcio ma non H24. Non è il cuore della propria vita. E con ogni probabilità sono anche i tifosi che spendono di più per andare allo stadio e acquistare le maglie originali. Magari, al massimo, hanno il tempo di fare una telefonata. Ieri ci è capitato di ascoltare per un po’ il filo diretto a Radio Crc e in tanti esprimevano la propria preferenza per Allegri. Ma soprattutto in tantissimi esprimevano la frase di buon senso: “A noi interessa che vinca il Napoli”.

Allegri damascelli Juventus

I social vanno maneggiati con cura. Per carità anche i sondaggi, come verifichiamo spesso negli appuntamenti elettorali. Ma probabilmente pescano in bacini diversi. A leggere i social sembrava che la stragrande maggioranza dei tifosi del Napoli non volesse Antonio Conte cui domenica al Maradona è stato invece tributato un applauso scrosciante e infinito. Il Maradona quest’anno non ha mai fischiato, a dispetto delle critiche al presunto gioco brutto degli azzurri. Facciamo notare che Sarri è stato osannato perché ha sfiorato lo scudetto e ha conquistato due secondi posti e un terzo. Fosse arrivato sesto, settimo e ottavo, sarebbe stato contestato nonostante il gioco.

I social sono una lente deformante della nostra realtà

I social sono una lente deformante della nostra realtà. Sono un campione per nulla rappresentativo. Sono l’altra faccia di quei militanti che nella campagna elettorale del 1948 riempivano le piazze con le bandiere rosse. Ricordiamo peraltro a Napoli un comizio quasi deserto di Matteo Renzi nella campagna elettorale alle Europee che si chiusero col suo trionfo al 40%. Una parte del giornalismo e della società ama credere che i social siano lo specchio della società. Non è affatto vero. È una pericolosa falsità. Quindi non c’è da meravigliarsi per il risultato del sondaggio di Piepoli. Rispondono persone che magari riflettono e non hanno da sfogarsi su alcuna tastiera. Riflettono sulla carriera degli allenatori, sulla capacità di fronteggiare la pressione in un ambiente come Napoli (perché la tattica non è tutto nella vita, per niente). E, perché no, hanno anche capito che cos’accaduto al Milan negli ultimi due mesi. 

Poi, in ogni caso, De Laurentiis farà la scelta migliore per il Napoli. Seguendo il proprio istinto che raramente lo ha tradito. I tifosi stanno in buone mani. Ma la storia di questo Paese ci ha insegnato che non bisogna sorprendersi per l’esito del sondaggio dell’Istituto Piepoli. C’è vita oltre i social. C’è la vita.

sacchi Berlusconi Valdano