Al gol di Saelemaekers, Ibrahimovic e i dirigenti del Milan non hanno esultato
Il Corsera: "Solo Tare ha esultato. Se il Milan avesse vinto o pareggiato, Ibra non sarebbe rimasto da solo al comando e non sarebbero stati cacciati Allegri e Tare". Allegri e Ibra sono quasi venuti alle mani

Db Riad (Arabia Saudita) 06/01/2025 - finale Supercoppa Italiana / Inter-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Zlatan Ibrahimovic
Il Corriere della Sera, con Monica Colombo, sta facendo capire da giorni qui che è accaduto nel Milan nell’ultimo mese e mezzo. Il crollo dei rossoneri non è dovuto alla guida tecnica ma a una serie di strane ingerenze che hanno prodotto lo straniamento agonistico di tanti calciatori nelle ultime partite. Dieci punti nelle ultime dieci partite. Un tracollo incredibilmente cominciato all’indomani della vittoria nel derby. Un tracollo davvero molto strano. Il Corriere della sera racconta che domenica sera, al gol del vantaggio segnato da Saelemaekers, solo Tare ha esultato. Gli altri dirigenti sono rimasti immobili. Se il Milan non avesse perso, Ibrahimovic (che nelle scorse settimana ha cominciato a chiamare personalmente i calciatori) non avrebbe avuto tutto il club nelle sue mani come invece è accaduto.

Ibra e Allegri sono venuti alle mani in un ristorante
Ecco cosa scrive Monica Colombo sull’edizione milanese del Corriere della Sera:
Raccontano che al gol di Saelemaekers al 2’ della partita solo Igli Tare sia scattato in piedi a festeggiare il vantaggio del Milan. Gli altri dirigenti sono rimasti impassibili, quasi infastiditi per la piega che la serata stava prendendo: la squadra si era messa nelle migliori condizioni possibili per qualificarsi alla Champions, obiettivo che era stato chiesto a Max Allegri e a Igli Tare a inizio stagione. Sarebbe stato impossibile con un risultato del genere allontanare l’allenatore e il ds nonostante il Senior Advisor di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, non sopportasse nessuno dei due. La frattura fra Max e Ibra, che affonda le radici indietro nel tempo, era avvenuta in un ristorante per un pretesto (il terzo portiere da inserire in organico il prossimo anno) e alla presenza dell’ad Furlani e di Tare che aveva dovuto separare tecnico e lo svedese fisicamente. Ormai è il passato.