Quando si parla di soldi, Conte in Nazionale diventa meno certo
CalcioeFinanza ricorda che guadagna 8 milioni netti a Napoli, mentre Gattuso prendeva 800mila euro, Mancini 3 milioni, Spalletti 2,8. Chi paga Andonio?

Mg Parigi (Francia) 28/06/2016 - Euro 2016 / Italia-Spagna / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Quando si parla di soldi, Conte in Nazionale diventa meno certo
CalcioeFinanza pubblica una lunga analisi sulla corsa alla presidenza della Figc (con Malagò sostenuto dalla maggioranza della Serie A ma non vota solo la Serie A) e sull’ipotesi – al momento pare quasi una certezza, almeno a leggere in giro – di Conte alla guida della Nazionale. Una lunga disamina che torna sul punto caro a Italia Oggi e Gazzetta (e ad altri) e cioè che ai contri del Napoli converrebbe divorziare da Conte. Tesi a nostro avviso un tantinello ardita. Vengono dipinti i difetti di Conte, si parla anche degli infortuni, del suo modo di stare nelle aziende calcistiche. Ciononostante, però, è considerato la salvezza della Nazionale. Detto questo, si arriva poi al nodo dei soldi e qui la certezza di vedere Andonio sulla panchina dell’Italia vacilla.
Scrive Calcio e Finanza:
In questo senso va notato che il contratto di Conte con il Napoli scade nel 2027 e prevede un guadagno di 8 milioni netti l’anno. Una cifra al momento impensabile per la federazione che pagava Gattuso 800mila euro, Mancini 3 milioni e Spalletti 2,8 milioni. E d’altronde nel 2014 (e ormai si parla di 12 anni or sono) il già affermato Conte poté giungere in Nazionale soltanto perché parte del suo stipendio (in totale 3,5 milioni) venne coperto da Puma, allora sponsor tecnico della squadra azzurra, che versava circa la metà dell’ammontare complessivo.
Alla luce di tutto questo e visto che i citati svariati motivi, umani, di carriera, di opportunità, spingono l’ipotesi di un ritorno l’allenatore salentino in Nazionale il vero interrogativo sarà capire se l’impasse dell’ingaggio sarà superabile (come nel 2014) oppure no.
Insomma se si troverà o meno un modo per andare a dama trovando una sintesi tra la parte, fra chi dovrà rinunciare a qualcosa, chi dovrà pensare a una buonuscita forfettaria, e infine chi sarà chiamato a qualche sforzo in più.
Al momento è ancora molto presto per dare sentenze anche perché date le tempistiche per le elezioni federali e le sette giornate di campionato ancora da disputare, la partita è ancora tutta da giocare. Quel che è certo è che qualora non si trovasse la quadra sull’allenatore salentino, la Figc necessariamente virerà su un altro profilo e si liquideranno le voci su Conte quali mere suggestioni e non invece come abboccamenti tra le varie parti che effettivamente ci sono e ci sono stati. Come d’altronde ne è prova che Atalanta e Bologna sono già all’erta per la possibile ricerca di un nuovo tecnico visto che Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino sarebbero in cima alla lista dei desiderata di De Laurentiis qualora Conte dovesse davvero andare in Nazionale.










