Goggia: “Mentre Vonn urlava dal dolore alle Olimpiadi, ripetevo le tabelline”
A Repubblica: "Ho cercato di pensare ad altre cose, facevo esercizi cognitivi che mi portassero altrove. Per laurearmi in fretta ho sfruttato gli infortuni: quando mi sono operata al piede ho dato nove esami".

Italy's Sofia Goggia looks at her bronze medal on the podium of the women's downhill event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 8, 2026. Stefano RELLANDINI / AFP
Per Sofia Goggia l’ultimo anno è stato lungo e impegnativo, sia per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, sia per il suo percorso di studi accademico per conseguire la laurea in Scienze Politiche.
La sciatrice ha rilasciato un’intervista a Repubblica dove ne ha parlato.
Le parole di Sofia Goggia
Sofia, che sfida è stata con i libri?
“Bella e appagante, ma faticosa. A giugno ci sarà la proclamazione. Ho sfruttato gli infortuni: quando mi sono operata al piede ho dato nove esami“.
Ha chiuso parlando della forza dei Giochi…
“Il titolo della mia tesi è “Soft power e propaganda nella storia delle Olimpiadi: dall’antica Grecia ai giorni nostri”. La prima parte è legata alla storia, dal mito greco all’editto di Costantino, poi De Coubertin che ne introduce la versione moderna“.
Continuerà a studiare?
“Mi sarebbe piaciuto proseguire con un Master ma alla Luiss sono solo in presenza, per me attualmente non sono fattibili. Sono orgogliosa di me stessa. Ho avuto l’ennesimo riscontro che quando mi metto in testa qualcosa e lotto arrivo all’obiettivo“.
Cosa le passava per la testa in quei lunghi minuti di attesa, con Vonn che urlava dal dolore?
“Ho cercato di pensare ad altre cose. Ripetevo le tabelline, facevo addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni, esercizi cognitivi che mi portassero altrove“.
Ci saranno cambiamenti nel suo team…
“Saluto il mio skiman Babi Greppi, ma il suo era un ritiro annunciato. Sognavamo di fare insieme le Olimpiadi, ci siamo riusciti. Voglio anche ringraziare Luca Agazzi, che mi ha accompagnato nel quadriennio olimpico“.
Conosce bene Malagò: è la figura giusta per guidare la Figc?
“Non c’è persona più indicata. Giovanni è un grande uomo di sport, ha competenze tecniche invidiabili. Se Milano Cortina è stato un successo è grazie a lui“.









