Costacurta: “Mia madre stava male, Berlusconi mandò un aereo per Zurigo. Non dovevi pensare a niente”

Al podcast Spazio Penombre racconta il Milan di Berlusconi: casa, auto, bollette pagate dal club. E quando sua madre si ammalò, arrivò un aereo privato

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Costacurta e Berlusconi, un altro racconto dal mondo parallelo di Via Turati. Dopo Nesta, che due giorni fa a Dazn ha descritto quel Milan come “follia pura”, adesso è Billy Costacurta a raccontare la stessa storia — dal suo punto di vista, con un dettaglio in più che vale l’intero racconto. Al podcast “Spazio Penombre”, il fresco sessantenne (li ha compiuti venerdì scorso) ha aperto un cassetto di ricordi che conferma ciò che ogni ex giocatore di quel Milan ripete come un mantra: dovevi pensare solo a giocare.

Costacurta e Berlusconi: l’aereo per la madre malata

L’episodio più significativo è quello personale. Nel 1989 la madre di Costacurta ebbe un grave problema di salute. Berlusconi lo chiamò il giorno dopo: “Guarda che verrà un aereo, la porterà a Zurigo”. Costacurta non dovette organizzare nulla. Non dovette cercare lo specialista, non dovette prenotare il volo: “Io non mi sono neanche dovuto preoccupare della salute di mia madre, perché dovevo pensare al Milan e basta. Questo era anche il fatto di appartenere a quella società, che tu non dovevi pensare a niente”.

È un aneddoto che va oltre il welfare aziendale. Berlusconi si muoveva in prima persona per un calciatore che all’epoca aveva 23 anni ed era uno dei tanti della rosa. Non un fuoriclasse, non una star: un difensore che sarebbe diventato pilastro, ma che nel 1989 stava ancora costruendo il suo posto. Eppure l’aereo partì lo stesso.

“Ti davano una lista di 12-15 case, dovevi solo scegliere”

Il racconto di Costacurta combacia perfettamente con quello di Nesta, che ha parlato di “follia pura: ti pagavano casa, la corrente, i mobili, l’architetto chiedeva a mia moglie cosa mettere nell’angolo”. Costacurta aggiunge un dettaglio concreto: “Le persone che arrivavano da fuori non dovevano neanche preoccuparsi di cercare la casa, perché il Milan ti dava una lista di immobili che andava dai 12 ai 15, dovevi soltanto sceglierla”.

Casa, arredamento, automobile, bollette: tutto gestito dal club. L’unico impegno dei giocatori era il campo. Come ha detto Nesta: “Dovevi dare il massimo altrimenti andavi a casa”. Il trattamento regale non era un regalo: era un investimento, e Berlusconi pretendeva il rendimento massimo in cambio.

Le feste a casa dell’interista Berti: “Eravamo noi a organizzarle”

Costacurta non si è limitato al racconto edificante. Ha aperto anche il capitolo della vita notturna nella Milano degli anni Ottanta — e lo ha fatto con una confessione divertente. Le famose feste a casa di Nicola Berti? “Così davano la colpa a lui, ma eravamo noi che le organizzavamo, sempre a casa sua, perché Nicola aveva questa casa bellissima, poi in una posizione fantastica, con questa terrazza sul Duomo”.

È una versione che Berti stesso ha sostanzialmente confermato: “Alle mie feste venivano anche quelli del Milan”. Rossoneri e nerazzurri che si frequentavano fuori dal campo in una Milano che Costacurta descrive con gli occhi della giovinezza: “Vi assicuro che negli anni ’80 a Milano c’erano tante belle ragazze da corteggiare”. E poi la sintesi perfetta del periodo, detta con la leggerezza di chi ha 60 anni e può permettersi di ridere: “In quel periodo tu dovevi pensare alla squadra e a fare l’amore, lo dico veramente in modo innocente”.

Un mondo che non esiste più

Costacurta ha trascorso vent’anni al Milan, dal 1987 al 2007, crescendo dalle giovanili fino a diventare uno dei difensori più longevi della storia del club. Ha attraversato l’intera era Berlusconi, dalla costruzione dell’impero con Sacchi e Capello fino al lento declino. Ha vissuto anche momenti difficili nella sfera personale, come la vicenda del figlio Achille, di cui ha parlato apertamente di recente. Lo stesso Achille che è stato avvistato al Maradona con la maglia azzurra del Napoli — dettaglio che a un napolista non può sfuggire.

Il racconto di Costacurta, come quello di Nesta, appartiene a un calcio che non esiste più. Un calcio in cui un presidente mandava un aereo privato per la madre di un difensore, in cui i giocatori non dovevano preoccuparsi nemmeno di scegliere i mobili, e in cui milanisti e interisti facevano festa insieme su una terrazza con vista Duomo. Oggi i club discutono di salary cap e sostenibilità. Berlusconi mandava aerei.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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