Caso Rocchi, il legale D’Avirro: “Contestano un concorso di più persone ma non dicono chi sono gli altri”

Le parole di Antonio D'Avirro, avvocato dell'ex designatore arbitrale, a proposito delle imputazioni contestate dalla Procura di Milano. Tra gli indagati c'è però anche Andrea Gervasoni

Rocchi, designatore arbitrale

Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi

L’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Gianluca Rocchi, passa al contrattacco. E lo fa con un argomento tecnico che, se fondato, potrebbe mettere in seria difficoltà l’impianto accusatorio della Procura di Milano. Il punto è semplice: se contesti un concorso in frode sportiva, devi dire con chi. E nelle contestazioni mosse a Rocchi, secondo il suo avvocato, gli altri soggetti del presunto accordo non vengono indicati.

“Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate”, ha dichiarato D’Avirro. “Io non ho mai visto che l’altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato”.

La frode sportiva è un reato plurisoggettivo: chi sono gli altri?

La linea difensiva di D’Avirro poggia su un principio giuridico preciso. La frode sportiva, per sua natura, è un reato plurisoggettivo: non può essere commesso da una sola persona. Serve un accordo, un’intesa tra più soggetti finalizzata ad alterare il risultato di una competizione sportiva. E l’avvocato sostiene che nelle imputazioni contestate a Rocchi manca un elemento essenziale: l’identità dei concorrenti.

“La frode sportiva è un reato plurisoggettivo”, ha ribadito D’Avirro. “Io ne ho fatti di processi per frode sportiva e non ho mai visto che nell’imputazione non si dica chi sia l’altro soggetto”. E ancora: “Rocchi girava tutti gli stadi e comunque la Procura deve indicare chi sono queste altre persone”.

La domanda implicita è chiara: se Rocchi avrebbe designato arbitri “graditi” all’Inter, con chi si sarebbe accordato? Se ha bussato al vetro della sala VAR durante Udinese-Parma, su richiesta di chi?

Quattro partite nel mirino, una in più rispetto alle contestazioni iniziali

Dal testo delle imputazioni riportato dal Fatto Quotidiano emerge un quadro più ampio rispetto a quanto noto nei primi giorni. Le partite al centro dell’inchiesta sono quattro: Bologna-Inter del 20 aprile 2025 in Serie A, Milan-Inter del 23 aprile 2025 in Coppa Italia, Udinese-Parma del 1 marzo 2025 e Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. Quest’ultima — la partita della gomitata di Bastoni a Duda prima del gol decisivo di Frattesi — è sotto la lente del pm ma non viene contestata direttamente a Rocchi.

L’inchiesta, vale la pena ricordarlo, nasce dalla denuncia dell’ex assistente Domenico Rocca, che al termine della scorsa stagione segnalò all’AIA presunte anomalie nella gestione di alcuni episodi arbitrali. La stessa denuncia che la Procura Federale di Chinè archiviò salvo poi mandare gli ispettori a controllare.

L’interrogatorio del 30 aprile e la strategia difensiva

Rocchi è atteso in Procura il 30 aprile per l’interrogatorio di garanzia. D’Avirro per il momento non scopre le carte: “Stiamo valutando” se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta che dipenderà probabilmente dalla possibilità di visionare gli atti prima dell’interrogatorio.

Intanto anche Gervasoni si è autosospeso. Il supervisore VAR è indagato per concorso in frode sportiva in relazione a Salernitana-Modena, dove avrebbe sollecitato l’addetto VAR Nasca affinché richiamasse l’arbitro Giua all’OFR.

L’argomento di D’Avirro e la domanda che nessuno pone

L’argomentazione di D’Avirro è tecnicamente solida: in un reato plurisoggettivo, l’omissione dei concorrenti è un’anomalia procedurale. Ma c’è un rovescio della medaglia che il legale di Rocchi non affronta. Se la Procura non indica ancora gli altri soggetti, potrebbe significare che l’indagine è in una fase iniziale e che i nomi arriveranno. Potrebbe significare che ci sono indagini parallele coperte dal segreto istruttorio. O potrebbe significare — ed è la lettura più inquietante per l’Inter — che quei nomi sono così rilevanti da richiedere un supplemento di indagine prima di essere formalizzati.

Come ha osservato Zilliani su X, la Procura FIGC riaprirà il fascicolo esattamente come fece nel 2023 per le plusvalenze della Juventus. E a quel punto la domanda di D’Avirro — “chi sono gli altri?” — potrebbe trovare risposte che non piaceranno a nessuno.

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