Finalmente il Napoli ha abbandonato l’idea di fare mercato a luglio
Si strapagano solo di più i calciatori. Il Napoli ha vinto il quarto scudetto con gli acquisti last minute. Andare in ritiro con la rosa pronta è una delle tante baggianate dure a morire. Proprio come quella della preparazione in montagna.

Giovanni Manna, director of Napoli, participates in training on Day 4 of the preseason camp of SSC Napoli in Dimaro Folgarida, Trento, Italy, on July 20, 2025. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
I ritiri estivi sono una delle tante baggianate del mondo del calcio
Ci sono baggianate (si può dire cazzate?) che nel calcio sono dure a morire. Una di queste riguarda la preparazione estiva. Preferibilmente da fare in alta quota. Montagna, mezza montagna. L’idea che uno sforzo compiuto a luglio a 900 metri di altitudine possa avere conseguenze benefiche su un recupero difensivo di febbraio è talmente grottesca che non merita nemmeno di essere commentata. Eppure è un credenza popolare dura a morire. Nonostante le evidenze contrarie. “Ha sbagliato la preparazione” è una frase cult. Il Psg la scorsa estate non ha fatto alcun ritiro estivo. Reduce dal Mondiale per club, ha lasciato ai suoi giocatori due settimane di vacanze. Poi allenamenti per una settimana e via con la stagione. Nemmeno un’amichevole. Hanno vinto la Champions. Il secondo Real Madrid di Ancelotti ha alzato due Champions senza fare ritiri estivi in collina (e peraltro giocando anche quelle amichevoli intercontinentali che tanto male farebbero ai calciatori).

Il Napoli ha vinto il quarto scudetto con gli acquisti last minute
Poi il ritiro è un’ottima idea soprattutto per consentire ai tifosi di stare a contatto con i propri calciatori. È anche una forma di business territoriale, come ha dimostrato il Napoli. Ma non c’entra niente con le prestazioni atletiche dei calciatori. I presidenti e gli allenatori dovrebbero avere il coraggio e l’onestà di dire: “Siamo qui per business, veramente credete alla storiella della preparazione?”.
Un’altra fantasia dura è morire è che ai benedetti ritiri gli allenatori debbano arrivarci con le rose al completo perché sono talmente sincronizzati gli automatismi del pallone (come i cambi delle staffette) che se uno non ripete i movimenti mille volte in una settimana, poi rischia di far naufragare il lavoro di una stagione. È pieno il mondo del calcio di esempi di giocatori arrivati all’ultimo momento e che si sono inseriti perfettamente. Sneijder è il classico esempio. Arrivato quasi la sera prima, Mourinho lo schierò all’indomani nel derby e l’olandese segnò. Senza andare tanto lontano, Anguissa il Napoli lo ha preso a fine agosto 2021. Non ci pare che sia andato tanto male, nemmeno il primo anno. L’anno del quarto scudetto, McTominay, Lukaku, lo stesso Neres sono arrivati tutti allo scadere del mercato. E a maggio erano sull’autobus a festeggiare.

Allegri potrà valutare i tantissimi esuberi
Lo scorso anno venne sbagliato tutto. Per accontentare Antonio Conte, il Napoli fece gli acquisti a luglio. E ovviamente pagò i calciatori molto – ma moooolto – di più del loro valore reale. Basti pensare a Lucca, Beukema, lo stesso Lang. Che non solo furono strapagati ma il loro arrivo fu propagandato come se il Napoli avesse acquistato calciatori di prima fascia. Poi ci ha pensato il campo, come al solito spietato, a rivelare la verità.
Adesso si cambia. Il Napoli ha fatto esperienza dell’errore commesso. Il calciomercato italiano è un calciomercato povero. Non ci sono soldi. È tutto virtuale. Ci si riduce agli ultimi giorni con scambi, operazione pagherò, pagamenti ultra-dilazionati. Perché pagare i calciatori anche il 100% in più rispetto al loro valore? Il Napoli ha saggiamente deciso di mettersi in fila per i saldi di fine stagione. Nel frattempo ha tanto materiale da sottoporre ad Allegri. Con gli esuberi azzurri in linea teorica, il buon Max potrebbe allestire tre squadre.