Bologna-Roma 0-2, questa è la Roma di Gasperini: giovane, verticale e con un’identità chiara

Malen ed El Aynaoui firmano la vittoria al Dall'Ara. La Roma di Gasperini è il suo manifesto: giovani, pressing, verticalità e identità

Gasperini, roma Bologna-Roma 0-2

Cm Genova 08/03/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Roma / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Gianpiero Gasperini

Bologna-Roma 0-2 è il manifesto di Gian Piero Gasperini. Non tanto per il risultato — che pure porta la Roma a 61 punti, a -2 dalla Juventus quarta — ma per come è arrivato. Tutto nel primo tempo, tutto con l’impronta del tecnico: pressing alto, verticalità immediata, giovani che giocano come veterani. E soprattutto: una squadra che sa chi è e cosa vuole fare. Dopo settimane di veleni extracampo, la risposta migliore è arrivata dal campo.

Malen-El Aynaoui, la coppia che racconta la nuova Roma

Al 7′ Malen ha già sbloccato la partita: percussione di Wesley, palla in profondità, l’olandese freddo a tu per tu con Ravaglia. Gol da attaccante vero, il quinto in sei partite. Poi al 45’+1 il raddoppio: contropiede magistrale chiuso da El Aynaoui su cross dello stesso Malen, che nel frattempo aveva sfoderato un colpo di tacco e una trivela. Nella Roma di Gasperini i ruoli si invertono con naturalezza: chi prima rifinisce poi segna, chi prima segna poi serve. È calcio fluido, è gasperinismo applicato.

Il 3-4-2-1 schierato al Dall’Ara — Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen — racconta le scelte di un allenatore che ha deciso di costruire partendo dai giovani. Pisilli (21 anni) e Soulé (22) sulla trequarti, Wesley (22) a tutta fascia, El Aynaoui in mediana con licenza di inserirsi. Dybala in panchina. Non è prudenza: è una scelta precisa.

La risposta alla settimana più difficile

Questa vittoria arriva ventiquattr’ore dopo l’addio ufficiale di Claudio Ranieri dalla Roma. Una separazione che ha chiuso settimane di tensioni sotterranee esplose dopo che Ranieri aveva contestato pubblicamente Gasperini, rivelando che non era la prima scelta dei Friedkin e che ogni acquisto era stato approvato dal tecnico. Gasperini aveva risposto con compostezza: «Non me lo aspettavo. In tanti mesi non avevo mai ricevuto questi toni». Poi aveva aggiunto: «Da quel momento mi sono preoccupato di non rispondere e di non creare nessun tipo di danno».

Il danno, semmai, l’ha fatto chi ha alimentato la polemica. Gasperini si è commosso ricordando l’Atalanta e Percassi padre («non c’era più il papà a cui io ero molto legato»), ha dato un calcio a una porta per sfogare la tensione, e poi è andato a Bologna a vincere con una squadra giovane e compatta. I Friedkin hanno scelto lui, confermandogli fiducia totale. E oggi al Dall’Ara si è capito perché.

Il manifesto è il modello Atalanta applicato a Roma

Otto calciatori under 24 che incidono sulla corsa Champions: Venturino e Vaz (19 anni), Ziolkowski (20), Pisilli (21), Wesley e Soulé (22), Ghilardi e Rensch (23). Non comparse, ma risorse strutturali. Gasperini a Bergamo aveva costruito un laboratorio permanente di valorizzazione, trasformando Scalvini, Kessié, Gagliardini e Højlund in protagonisti. Non si limita a inserire i giovani: li struttura, li responsabilizza tatticamente, li educa all’intensità.

A Roma sta facendo la stessa cosa. Pisilli ha avuto un inizio difficile ma ha recuperato terreno. Soulé è già una realtà destinata a raccogliere l’eredità di Dybala. Wesley è sul taccuino di mezza Europa. El Aynaoui, che oggi ha segnato il gol del 2-0, è il prototipo del centrocampista gasperiniano: corre, copre, si inserisce, segna.

Chi dava del seccatore a Gasperini non aveva capito il progetto. Chi si chiedeva perché fosse tanto osannato guardava solo i numeri e non il processo. Oggi al Dall’Ara la Roma non ha solo vinto: ha mostrato un’identità. E nel calcio italiano, avere un’identità è già mezza vittoria.

Napolista di seconda mano, è stata adottata dalla famiglia Napolista, secondo alcuni si è inserita a gomitate!

ilnapolista.it © Riproduzione riservata