Gasperini fa cose: parla dell’Atalanta, si commuove, poi dà un calcio a una porta
Il tecnico della Roma si è commosso parlando della sua ex squadra e, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, andando via ha dato un calcio a una porta

Dc Roma 19/03/2026 - Europa League / Roma-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, non ha gradito le parole di Claudio Ranieri nei suoi confronti dei giorni scorsi. E così, in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Atalanta, ha ribadito che non si aspettava quanto detto dal senior advisor giallorosso.
Ma, soprattutto, è emersa l’emotività di Gasperini che si è commosso parlando della sua ex squadra con la quale ha vinto l’Europa League lo scorso anno. Se n’è andato che prima scoppiasse in lacrime pensando ad Antonio Percassi (che è ancora vivo, sia chiaro) e ha sferrato un calcio a una porta.
Gasperini si emoziona ricordando la “sua” Atalanta 🥹❤️#Gasperini #Roma #DAZN pic.twitter.com/OO88ckjkZg
— DAZN Italia (@DAZN_IT) April 17, 2026
Gasperini show in conferenza pre-Atalanta
Come riportato da Il Fatto Quotidiano:
Quando la conferenza stampa stava volgendo al termine, il tecnico è scoppiato in lacrime parlando di Antonio Percassi. Gasperini si è alzato ed è andato via, dando un calcio a una porta.
Gasperini ha dichiarato in conferenza:
“Sono venuto via da Bergamo che avevo ancora un anno di contratto, con una società che voleva assolutamente allungare il contratto. Consideravo che il ciclo si era chiuso perché ritenevo che non fosse più possibile fare da parte mia di più di quello che avevamo fatto. Era giusto che ci fosse qualcun altro. Avrei mantenuto e rispettato il mio contratto, ma avevo già detto da mesi che non avrei più rinnovato. Sono venuto a Roma perché ho visto una possibilità per me straordinaria e, ripeto, sono contento di questa scelta che ho fatto. Sicuramente è stata una storia lunga, nove anni. Io mediamente sono stato otto anni a Genova e nove anni all’Atalanta, vuol dire che forse non sono proprio una persona così brutta. Ho fatto questa scelta e sono contento di averla fatta perché secondo me la proprietà non era più Antonio Percassi. La considerazione sull’allenatore non era più la stessa, ma questo senza nessun tipo di problema”.
Ed è stato nel momento in cui ha parlato di Percassi, che l’emozione l’ha tradito:
“L’anomalia dell’Atalanta è stato giocare in Europa facendo utili. Non solo per merito mio ma soprattutto di una società capacissima di operare in sintonia con l’allenatore. Poi è un po’ cambiata, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il papà a cui io ero molto legato“.