Adani su Milan-Juve: “È un calcio che fa schifo, la metà degli italiani è contenta così”
L'opinionista della DS Rai durissimo dopo lo 0-0 di San Siro: "Non ci resta che piangere. Questo calcio non è esportabile. Domani sentirete i soliti: abbiamo consolidato il posto Champions"

Db Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Daniele Adani
Lele Adani non ha usato mezzi termini alla Nuova DS, in diretta Rai, dopo lo 0-0 di Milan-Juve a San Siro. Un monologo durissimo che nessuno in studio ha interrotto, in un silenzio che valeva quanto le parole.
“La metà degli italiani è contenta di questa partita”
Adani è partito da lì, dal paradosso italiano: “La metà degli italiani è contenta di questa partita. Si cita Brera per rispetto del sacro del giornalismo, ma quanti domani celebreranno tutt’altro? Sentiremo i ‘non abbiamo fatto tirare in porta l’avversario’, gli ‘abbiamo consolidato il posto in Champions League'”. Il punto di Adani è che lo 0-0 di San Siro non è un incidente: è un prodotto culturale. Un risultato che fa comodo a tutti, che non scontenta nessuno nelle classifiche, e che per questo viene accettato e perfino celebrato.
“Quanti sono contenti? Siate sinceri: tanti, troppi”. Adani ha messo nel mirino il meccanismo che si ripete dopo ogni partita del genere: la giustificazione del non-gioco con il risultato. E ha rivendicato una posizione che sostiene da anni: “È 10 anni che dico che per allinearci al mondo dobbiamo fare un calcio di ritmo, di proposta, di dominio, di coraggio e vengo preso per filosofo o teorico. Questa è la verità”. Un tema, quello del dibattito tra “giochisti” e “risultatisti”, che in queste settimane è esploso nel calcio italiano.
“Questo calcio non è esportabile”
La parte più amara del monologo è quella che allarga lo sguardo oltre San Siro. “Questo calcio non è esportabile. Ma facciamo ridere, non emozioniamo: oggi chi ha guardato questa partita ha spento dopo un quarto d’ora. ‘Non ci resta che piangere’, questa è la citazione giusta”. Adani ha collegato Milan-Juve a un quadro più ampio che effettivamente i numeri confermano: il calcio italiano è fuori da tutte le semifinali di coppe europee e l’Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva — un’eliminazione che ha fatto rumore anche oltreoceano, tanto che persino Russell Crowe ha detto di sentirsi male.
Le domande di Adani si sono accavallate, retoriche ma fondate su fatti: “Nessuno ti sa spiegare perché facciamo ridere a livello di club nelle coppe, o perché andiamo fuori per il terzo Mondiale. Perché dobbiamo tenere le cariche e le poltrone, ma non sappiamo poi trovare le soluzioni. O perché il nostro ritmo di calcio è il più lento. O perché abbiamo l’arbitraggio peggiore”.
“I 60.000 di San Siro sono contenti?”
La chiusura è stata rivolta direttamente ai 60.000 che erano in tribuna e in curva: “Sono tutti contenti? Siamo sicuri? I 60.000 di San Siro lo sono? Sono contenti perché hanno raggiunto il terzo-quarto posto alla Champions League? Questa è la verità”. E poi l’appello a chi, secondo Adani, la pensa come lui ma non ha il coraggio di dirlo pubblicamente: “Per fare il risultato non devi far partite così che fanno schifo, e dovete ammetterlo anche a quelli che ve lo dicono in separata sede nei giornali, nei blog, negli account Instagram, in tutti i social, nelle tv”.
Intanto, qualcuno non la pensa come Adani. Ma il dato resta: Milan e Juventus, le due squadre più titolate d’Italia, hanno prodotto 90 minuti che nessuno ricorderà. E il Napoli, intanto, si gode il secondo posto solitario.