Sinner ha un nuovo super-servizio, ma non abituiamoci: “Sulla terra lo userò in modo diverso”
Sul veloce americano ha dominato con la battuta, ha alzato il livello. "Ma ora sulla terra non basterà usare il servizio piatto"

Italy's Jannik Sinner serves to USA's Ben Shelton during their men's singles quarter-final match on day eleven of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 28, 2026. (Photo by DAVID GRAY / AFP)
Non abituiamoci troppo al super-servizio di Sinner. Perché, dice lui, che ora lo userà in maniera diversa. Dopo aver battuto Lehecka nella finale di Miami, chiudendo la doppietta americana senza perdere nemmeno un set, il numero 2 del mondo è chiamato anche a rispondere alle domande sulla sua nuova battuta: un’arma formidabile sul veloce americano. Cercava versatilità, ha trovato il servizio.
Ad un certo punto della finale ha 18 punti di fila con il servizio. “Sì, ho cercato di restare concentrato, ho cercato di capire perché avessi sbagliato le prime di servizio in precedenza e, come ho detto all’inizio, le condizioni erano molto diverse. Non abbiamo quasi mai giocato in queste settimane in queste condizioni, le palle erano molto pesanti ed è stato difficile gestirle. Ho sbagliato un paio di prime in rete proprio perché erano abbastanza pesanti, tendono ad andare giù. Però ho cercato di capire qual era la soluzione migliore al servizio. Lui è un ribattitore molto aggressivo, sta molto vicino alla linea, quindi devi servire con grande precisione, altrimenti ha subito la palla sulla racchetta. Sono contento di come ho gestito soprattutto questa settimana le situazioni difficili.”
“Ho servito molto bene e, quando inizi a essere un po’ stanco fisicamente, avere qualche punto gratuito con il servizio ti aiuta molto. Questo aspetto sicuramente, e anche in questo mese in generale ho la sensazione di aver servito meglio qui che a Indian Wells. Abbiamo lavorato tanto per arrivare in questa posizione e ora, sulla terra, il servizio va usato in modo molto diverso, non puoi andare solo piatto. Vediamo come funzionerà, ma al momento voglio anche godermi questo mese”.
Dopo Doha è volato in California per allenarsi. Per migliorare la sua sopportazione del caldo: “Abbiamo giocato sotto il sole per tante ore. Sentivo che quello era un aspetto in cui dovevo migliorare: giocare nel caldo. L’abbiamo fatto, ho sofferto ma ho cercato di attraversare queste situazioni giorno dopo giorno, anche se magari il risultato non arriva subito. Di sicuro è qualcosa che mi aiuterà più avanti nella stagione. Non c’è nessun segreto dietro, solo tanto lavoro duro”.









