Senza Ferrero, Alcaraz è entrato in confusione
Su La Stampa: è finito l'effetto Ferrero. Alcaraz non ha la determinazione metallurgica di Jannik. Dopo una serie di tornei ha iniziato a sbiellare mentalmente

NEW YORK, NEW YORK - AUGUST 22: Juan Carlos Ferrero, coach of Carlos Alcaraz of Spain, looks on during a practice session prior to the start of the 2024 US Open at USTA Billie Jean King National Tennis Center on August 22, 2024 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City. Sarah Stier/Getty Images/AFP Sarah Stier / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP
Senza Ferrero, Alcaraz è entrato in confusione
La Stampa si occupa di Sinner e di Alcaraz. L’Italiano è nei quarti a Miami mentre lo spagnolo è già a casa. Il numero uno del mondo è sull’orlo di una crisi di nervi, per dirla alla Amodovar.
Su La Stampa ne scrive Stefano Semeraro:
Molto reale è invece il momento di confusione del Niño meraviglia, che a Miami ha mostrato grande insofferenza prima, durante e dopo la sconfitta contro Sebastian Korda. «Non ce la faccio più, voglio andare a casa… Adesso!», ha urlato in campo al suo angolo – e dire che dopo un set e mezzo disastroso gli era riuscito di trascinare il match al terzo. «Contro di me tutti giocano come Roger Federer», era sbottato invece alla vigilia.
Il «bersaglio» invisibile che prima campeggiava sulle spalle di Sinner ora è passato sulle sue, ma Carlitos, lo sappiamo, non ha la determinazione metallurgica di Jannik. Dopo una serie di tornei inizia a sbiellare mentalmente, a sentire il bisogno di casa, di relax, di una capatina a Ibiza. E il formato allungato a due settimane dei Masters 1000 non lo aiuta.
In Australia e a Doha si era presentato in forma stellare, ma il ritorno dall’iperspazio è stato brusco. «A inizio anno ha potuto contare ancora sul lavoro fatto con Ferrero», suggerisce Danilo Pizzorno, coach e videoanalyst dei campioni. «Mentre a Indian Wells ho visto un po’ di confusione nel suo angolo». Ferrero, suo storico coach da cui ha divorziato sotto Natale, ha fama di sergente di ferro e l’Alcaraz non più ragazzino stentava a mantenere le consegne. Il suo erede Lopez è più soft, ma le smanie per la villeggiatura di Carlitos forse irritano pure lui. E Sinner lo stakanovista può approfittarne.