Real Madrid-City, la dirigenza dei Blancos vieta qualsiasi tipo di coro offensivo nei confronti di Guardiola
Marca: "La decisione è stata presa dopo la multa ricevuta per i cori razzisti andati in scena nel match contro il Benfica. Si tratta di un avviso severo, senza margine di negoziazione"

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola reacts on the touchline during the UEFA Champions League, league phase day 4 football match between Sporting Lisbon and Manchester City at the Jose Alvalade stadium in Lisbon on November 5, 2024. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)
Dopo la multa ricevuta a causa dei cori razzisti andati in scena contro il Benfica, il Real Madrid ha deciso di cautelarsi in vista del match di Champions di domani contro il City: sarà vietato fare qualsiasi riferimento a Guardiola. Ne scrive Marca.
Real-City: niente riferimenti a Guardiola
Si legge su Marca:
Il Real Madrid non arriva alla partita contro il Manchester City solo con la necessità di dare un segnale sul campo. Arriva anche con dei compiti da svolgere in curva. Lo scorso 25 febbraio, prima dell’inizio della partita contro il Benfica, le telecamere della trasmissione hanno ripreso un assiduo tifoso della Grada Fans (la curva del Real, ndr) intento a fare il saluto nazista ripetutamente e senza alcun tentativo di nasconderlo.
Questo episodio ha provocato una riunione tra José Luis Sánchez, direttore dell’area sociale del Real Madrid, e i rappresentanti delle principali tifoserie della curva prima della prossima partita di Champions contro il City. Il messaggio del club è stato netto, nato dall’indignazione e dalla vergogna lasciata da quanto accaduto contro il Benfica: è proibito citare Guardiola durante la partita. Un avviso severo, senza margine di negoziazione, per evitare che la situazione si ripeta e che una sanzione attualmente in periodo di prova venga applicata immediatamente.
Da anni, ogni visita di Guardiola al Bernabéu è accompagnata dallo stesso coro:
“Ay, Guardiola, qué delgado se te ve. Primero fueron las drogas, hoy por Chueca se te ve”,
“Ah, Guardiola, quanto sei magro. Prima c’erano stati i farmaci, oggi ti vediamo a Chueca”
una frase che mescola riferimenti a un positivo per nandrolone dei suoi tempi da giocatore al Brescia con una seconda parte omofoba relativa al famoso quartiere gay di Madrid.










