I calciatori dell’Italia non li conosce quasi più nessuno (So Foot ci mortifica)
So Foot ci fa a pezzi: "Serata di paura per l'Italia contro l'Irlanda del Nord 69esima nel ranking. Per capire il declino, basta pensare che si giocherà a Bergamo stadio da 25mila spettatori"

Italy's Gennaro Gattuso reacts during the FIFA World Cup 2026 European qualification football match between Italy and Norway, at the San Siro Stadium, in Milan, on November 16, 2025. Stefano RELLANDINI / AFP
L’Italia dovrà giocarsi la qualificazione per i Mondiali 2026 ai play-off. Questa sera la semifinale contro l’Irlanda del Nord, martedì 31 marzo l’eventuale finale contro una tra Bosnia e Galles. Il ct Gattuso riuscirà a cancellare i disastri precedenti compiuti da Ventura e Mancini?
Le premesse sembrano migliori, anche se la risposta dovrà essere sul campo.
L’Italia di Gattuso non è più quella di vent’anni fa
So Foot scrive:
Mentre il Brasile e la Francia si concedono un remake della finale del 1998 (l’amichevole in programma stasera alle ore 21), l’Italia invece passerà buona parte della serata con le ginocchia che tremano, con l’angoscia di cadere in un nuovo precipizio. Il “mostro” in questione? L’Irlanda del Nord, 69esima nel ranking Fifa. Vent’anni fa, questa sfida sarebbe stata probabilmente risolta senza troppe storie. Francesco Totti, Alessandro Del Piero o Andrea Pirlo avrebbero fatto valere il loro talento, la loro tecnica e la loro classe per ottenere una vittoria senza problemi, spianando la strada verso l’America. Ma i tempi sono cambiati. I non addetti ai lavori ormai non conoscono nemmeno la maggior parte dei giocatori convocati dal ct Gattuso, e basta vedere dove si gioca questo Italia-Irlanda del Nord per capire l’entità del problema: a Bergamo, nello stadio dell’Atalanta, che conta appena 25.000 posti. Lontano dallo Stadio Olimpico di Roma, lontano soprattutto da San Siro e da Milano, dove la Nazionale ha accumulato traumi da quasi dieci anni.
Oltre allo spareggio perso nel 2017 contro la Svezia, c’è stata recentemente anche l’umiliazione contro la Norvegia di Erling Haaland. Un risultato che ha portato a un altro secondo posto nel girone di qualificazione. L’ennesima conferma, se ce ne fosse bisogno, che il calcio italiano non è più l’élite di una volta. Per cercare di invertire questa dinamica catastrofica, Gattuso non ha potuto contare su tutte le forze del calcio italiano per organizzare un mini-ritiro prima degli spareggi. Pazienza per l’intesa di squadra, anche se non era certo l’unica fonte di stress per l’ex mediano del Milan di Ancelotti. Il ct dovrà fare a meno sia di Gianluca Scamacca, sia di Federico Chiesa, inseguito per mesi. Oltre ai problemi fisici, ci sono anche quelli mentali. Soprattutto tra alcuni pilastri dell’Inter, come Nicolò Barella, lontano dal suo miglior livello, e Alessandro Bastoni, ancora scosso dopo la simulazione contro la Juventus. Esempi di una generazione schiacciata dalla pressione e dalle aspettative di un popolo stanco di restare fuori dall’élite del calcio mondiale.
C’è ottimismo sulla qualificazione ai Mondiali dell’Italia
Conclude il portale francese:
Ci sono motivi di speranza? Sì, per fortuna. Sulla carta, l’Italia resta superiore all’avversario. Uno scenario come quello contro la Macedonia del Nord nel 2022 sembra improbabile, anche perché stavolta l’attacco appare in forma migliore: Mateo Retegui continua a segnare in Arabia Saudita, Moise Kean arriva da quattro gol nelle ultime tre presenze in Nazionale e il promettente Francesco Pio Esposito sta diventando sempre più incisivo. Gattuso può contare anche sulla forma smagliante di Federico Dimarco, su un centrocampo di qualità con Sandro Tonali e Manuel Locatelli e, più in generale, su un pubblico che potrebbe essere meno severo se la squadra faticherà a segnare.











