Di Natale: “La Serie A non ha più i bomber degli anni d’oro, mancano centravanti da 20-30 gol e qualità negli ultimi metri”

Alla Gazzetta: "Molte squadre prediligono palleggiare molto e anche dal basso, il risultato è che si vedono meno azioni dirette verso la porta. Questo modo di giocare spesso facilita il lavoro delle difese avversarie".

Di Natale napoli

Carrara 05/09/2021 - campionato di calcio serie Lega Pro / Carrarese-Pescara / foto Image Sport nella foto: Antonio Di Natale

Antonio Di Natale guarda alla Serie A di oggi con l’occhio di chi il gol lo ha sempre avuto nel sangue. L’ex capitano dell’Udinese, uno dei bomber più prolifici della storia recente del campionato italiano, analizza il momento degli attaccanti nel nostro calcio: meno reti, meno centravanti da 20 o 30 gol a stagione e un modo di giocare che, secondo lui, rende più difficile arrivare alla conclusione. Di seguito trovate la sua intervista per la Gazzetta dello Sport.

Le parole di Antonio Di Natale

Qual è il problema? 

“Sono diversi. Il nostro campionato non ha più i bomber degli anni d’oro, ma nemmeno quelli dell’ultimo decennio: penso a Higuain, Ibrahimovic, Icardi, Immobile, Osimhen… Tutti goleador seriali, centravanti da 20-30 reti a campionato e anche di più. Meno qualità negli ultimi metri e anche nei centrocampisti che devono rifinire l’azione”. 

C’è dell’altro? 

Molte squadre prediligono palleggiare molto e anche dal basso, il risultato è che si vedono meno azioni dirette verso la porta. Questo modo di giocare spesso facilita il lavoro delle difese avversarie, che hanno più tempo per ragionare e “leggere” le varie situazioni”. 

Quali gol mancano soprattutto al nostro campionato? 

“La percezione è che in Italia si segni meno che altrove con le conclusioni dalla distanza. In Premier League, ad esempio, ammiriamo tanti giocatori che fanno gol con dei bolidi da fuori area. Non conosco i numeri, però la sensazione è che manchino anche un po’ di reti su calcio di punizione rispetto al passato. Un tempo se ne vedevano di più. Io avrò realizzato una quindicina di gol da fermo”. 

Per tornare alle buone abitudini del passato “basta” portare in Italia qualche bomber dall’estero? 

“Tornasse Osimhen, i numeri sicuramente migliorerebbero… Ma anche Lewandowski a 37 anni potrebbe dare una bella mano al conteggio generale”.

La squadra che ha “perso” più gol (-24) rispetto alla passata stagione è l’Atalanta: stupito? 

“No, perché Gasperini è un bomber. Gasp è po’ come Zeman: esalta gli attaccanti. L’impatto di Malen sulla Roma è soltanto l’ultimo di molti esempi: pensate a Borriello al Genoa o a Retegui l’anno scorso a Bergamo”. 

Nonostante l’infortunio di Vlahovic (assente da fine novembre) e le difficoltà sotto porta di David (5 reti in Serie A) e soprattutto di Openda (1), la Juventus invece ha messo a segno 5 gol in più rispetto al campionato scorso: come se lo spiega? 

“Semplice, Spalletti è un fenomeno. Lo dico per esperienza personale, sono stato allenato da Luciano a Udine. Il gioco di Spalletti agevola gli attaccanti: io, Iaquinta e Di Michele tiravamo in porta almeno 4-5 volte a testa”.

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