Basket, Magro (coach Napoli): “Meritiamo il malumore del pubblico”
"La strigliata a Bolton ed El-Amin? Sono un allenatore che ascolta, ma poi i giocatori devono ascoltarmi"

Alessandro Magro durante la partita contro la Virtus Bologna
Alessandro Magro, allenatore della Guerri Napoli, commenta così la brutta sconfitta per 71-90 contro i campioni d’Italia della Virtus Olidata Bologna, la quinta consecutiva:
“Partita dai due volti, come a Torino. Buona prestazione nel primo tempo, potevamo andare all’intervallo con maggiore vantaggio, ma nel secondo Bologna ha alzato il livello difensivo e noi non abbiamo saputo rispondere a quel livello di fisicità. Abbiamo commesso palle perse assolutamente da evitare e che ha permesso loro di prendere fiducia. Non parlo mai di arbitri, ma oggi quando abbiamo preso il parziale ci sono state chiamate che ci hanno negato la possibilità di riprendere l’inerzia. Poi dopo un 71-90 parlare di arbitri lascia il tempo che trova, ma ci sono stati fischi non del tutto corretti.
Sui nuovi giocatori: hanno fatto la loro partita, ci hanno dato una mano nelle rotazioni. In settimana lavoreremo anche con un altro giocatore, sarà una squadra con pelle diversa rispetto ad inizio anno.
Comunque mancano nove partite, sicuramente è un’altra sconfitta in casa, dove manca una vittoria da troppo. Siamo una squadra non sempre capace di reagire, mi prendo le responsabilità. Capisco il malumore del pubblico, ce lo meritiamo, ma abbiamo bisogno del loro sostegno e io fino a quando potrò fare anche un giorno di allenamento, darò il massimo per tirar fuori tutte le energie dai giocatori. Avrò il mio lavoro da fare già da stanotte. Non riusciamo a essere continui nei 40 minuti e cercheremo di togliere dalla prossima partita le cose che vanno assolutamente evitate.
La strigliata a Bolton ed El-Amin? Sono un allenatore che ascolta, ma poi i giocatori devono ascoltarmi, quando non succede le cose non funzionano. Contro questo livello di squadre bisogna fare quello che si è preparato durante la settimana, senza se e senza ma.”











