La lite tra Osimhen e Lookman con la Nigeria, Victor gli ha detto “dobbiamo smettere di giochicchiare davanti alla porta”

Il ct della Nigeria racconta al podcast After Africa l'alterco tra Osimhen e Lookman contro il Mozambico. (Rmc Sport)

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Nigeria's forward #18 Ademola Lookman (L) celebrates scoring his team's first goal with Nigeria's forward #9 Victor Osimhen during the Africa Cup of Nations (CAN) 2024 round of 16 football match between Nigeria and Cameroon at the Felix Houphouet-Boigny Stadium in Abidjan on January 27, 2024. FRANCK FIFE / AFP

Eric Chelle, ct della Nigeria, ospite del podcast After Africa, ha raccontato il dietro le quinte della Coppa d’Africa 2025, soffermandosi sulle tensioni tra Osimhen e Lookman e sul forte legame umano con il suo centravanti. L’allenatore ha ridimensionato l’alterco tra i due attaccanti, definendolo una normale dinamica di spogliatoio tra giocatori ossessionati dal gol. L’episodio è emerso durante la partita degli ottavi di finale della Coppa d’Africa 2025 contro il Mozambico (4-0), caratterizzata da uno scontro tra le sue due superstar d’attacco, Victor Osimhen e Ademola Lookman. Lo racconta Rmc Sport

“In campo, c’è stata una discussione con Lookman. Victor gli ha detto: ‘Dobbiamo smettere di giochicchiare davanti alla porta’. La situazione si è un po’ scaldata, un piccolo alterco, ma fa parte della vita nello spogliatoio. A fine partita, è tornato a casa sconvolto; aveva bisogno di tempo per calmarsi. E una volta che ci è riuscito, è tornato il Victor che conosciamo. Non si è mai parlato di una sua possibile assenza contro l’Algeria, mai”, ha spiegato Chelle a Rmc Sport. “Quello che succede nello spogliatoio resta nello spogliatoio. Non sono nemmeno dovuto intervenire. Siamo tornati in hotel, ne hanno parlato e basta.”

“Davanti alla porta, quei due ragazzi sono di altissimo livello. Victor è una macchina. Se non fa i suoi esercizi specifici da attaccante, se non segna in allenamento, impazzisce. Vuole vincere tutto. Per lui, non è un luna park. Lookman è uguale, ma più calmo. Francamente, ho visto attaccanti, ma colpire la palla come fanno loro, con il destro, con il sinistro… è un livello molto, molto alto.”

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“Prima di questa partita, ho avuto una discussione con Victor in campo. Gli ho detto che dovevamo assolutamente puntare al terzo posto. Ma vedevo che era infortunato, che le cose non stavano andando per niente bene. Così gli ho detto: ‘Sono orgoglioso di quello che hai fatto da quando ho preso in mano la squadra. Se mai avrai bisogno di me, qualsiasi cosa accada nella tua vita, chiamami, verrò'”.

“Commosso dalle parole del suo allenatore, Osimhen ricambiò il favore. Una risposta che Chelle ricorda ancora oggi. “Quando sono arrivato, tu eri già un grande giocatore, io non sono arrivato come un grande allenatore. Lui mi ha guardato e mi ha detto: ‘Coach, forse eri un piccolo allenatore, ma ora sei un grande allenatore’. A quel punto sono scoppiato a piangere. Onestamente, è stato difficile continuare ad allenarmi dopo.” Pochi giorni dopo, la Nigeria si è aggiudicata il terzo posto ai calci di rigore (0-0, 4-2 ai calci di rigore), concludendo la Coppa d’Africa 2025 sul podio. Un simbolo calzante di una squadra unita… nonostante le scintille”.

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