Il Times tesse l’elogio dell’Italia cenerentola del cricket: i giocatori portano la pizza per lavoro e si divertono

La genuinità da parvenù (con storica vittoria sul Nepal) messa in contrapposizione all'eccessiva politicizzazione della rivalità tra India e Pakistan

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Italy's Anthony Mosca celebrates after winning in the end of the 2026 ICC Men's T20 Cricket World Cup group stage match against Nepal at the Wankhede Stadium in Mumbai on February 12, 2026. Punit PARANJPE / AFP

Il Times tesse l’elogio dell’Italia parvenù del cricket: i giocatori portano la pizza per lavoro e si divertono

Ci trattano, giustamente, da parvenù. L’Italia del cricket contrapposta alla eccessiva politicizzazione di India e Pakistan che con la loro contrapposizione extra-sportiva stanno inquinando lo sport. L’Italia è la sorpresa di questi Mondiali. Ha battuto il Nepal e l’Ansa ha scritto: “L’Italia del cricket ha battuto il Nepal sotto gli occhi di Sandokan. Lunedì scorso il memorabile esordio in una coppa del mondo T20, oggi la prima storica vittoria, ottenuta contro il Nepal a Mumbai. In pochi giorni, la nazionale italiana di cricket ha fatto passi da gigante nel suo cammino di crescita e di visibilità. L’obiettivo  è di essere presente anche ai Giochi olimpici di Los Angeles 2028. Dopo la sconfitta contro la Scozia, gli azzurri sono scesi in campo senza timori al Wankhede Stadium della metropoli indiana, che vedeva in tribuna anche Kabir Bedi, il ‘Sandokan’ della tv, contro una nazionale molto più avanti nel ranking mondiale e hanno ottenuto una chiara vittoria”.

Il Times, probabilmente più sobriamente, in un articolo in cui critica l’eccessivo carattere politico che ha assunto la rivalità India-Pakist, elogia la genuinità italiana.

C’era una volta l’appuntamento fisso (ossia India-Pakistan, ndr) che qualsiasi giornalista o emittente avrebbe implorato di coprire, essendo il più importante di questo sport. Eppure questa settimana, ad essere sinceri, è stato più soddisfacente seguire le partite di Nepal e Italia. Giovedì, al magnifico Wankhede Stadium di Mumbai, non c’è stato alcun sottotesto al semplice piacere dei tifosi italiani sugli spalti o sui volti dei fratelli Mosca, Justin e Anthony, che hanno portato la loro squadra alla loro prima vittoria in Coppa del Mondo. Avevano la gioia dipinta sui loro volti e non solo quando mettevano a segno i colpi vincenti. Entrambi sono giocatori di cricket di Sydney con origini italiane: Justin è un insegnante di educazione fisica in una scuola, Anthony un falegname di mestiere che insegna lavorazione del legno in un centro di detenzione minorile. Entrambi sognavano di essere Paolo Maldini o Roberto Baggio, ma sono finiti su una squadra vincente in un Mondiale di cricket. L’uomo partita, il leg spinner Crishan Kalugamage, fa il pizzaiolo. Quindi, sì, mi sintonizzerò domenica per il big match ma, in questo momento, lo si fa per un senso di obbligo non per piacere.

La qualificazione della “patria di Paolo Maldini e Roberto Baggio” (è un titolo dell’Indian Express) ai Campionati mondiali T20 2026 è stata accolta con grande stupore nei Paesi in cui il cricket è una specie di religione. E forse con ancor più stupore in Italia. L’edizione 2026 del Mondiale T20 si gioca in India e Sri Lanka, con otto sedi complessive. Le tensioni politiche hanno influenzato il torneo: il Bangladesh si è rifiutato di giocare in India, il Pakistan ha offerto ospitalità, ma la federazione ha negato trasferimenti. Il risultato è stata l’esclusione del Bangladesh e la minaccia del Pakistan di boicottare la partita con l’India del 15 febbraio.

La vittoria del torneo se la giocheranno probabilmente le tre superpotenze: India, Australia e Inghilterra. In seconda fila ci sono Nuova Zelanda, Sudafrica e Pakistan. La finale si giocherà l’8 marzo nel Narendra Modi Stadium di Ahmedabad, che con i suoi 132.000 posti è il più grande impianto di cricket del mondo.

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