Il Napoli ha ricavi inferiori al Betis eppure lo scorso anno ha vinto lo scudetto (Marca)

La Serie A continua a perdere soldi. Napoli e Atalanta sfruttano meglio il mercato: superano entrambi i 100 milioni di euro di profitti derivanti dalla cessione di giocatori".

Napoli scudetto

Mg Napoli 23/05/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Il Napoli ha ricavi inferiori al Betis eppure lo scorso anno ha vinto lo scudetto (Marca)

La Serie A “è tutt’altro che redditizia. I club del campionato italiano hanno accumulato oltre 4 miliardi di euro di perdite dall’inizio della pandemia”. Lo scrive nel suo approfondimento finanziario Marca, analizzando i dati di 2Playbook. La fotografia è sempre la stessa.

Secondo i dati di Marca “dei tredici club che hanno chiuso la scorsa stagione in rosso, sette hanno superato i 30 milioni di euro di perdite e dieci hanno registrato un deficit di oltre 10 milioni di euro. Due club neopromossi, Como e Parma, si distinguono, guidati da ammanchi di bilancio che hanno raggiunto quasi 100 milioni di euro. Insieme a Juventus e Roma, questi quattro club rappresentano l’80% del rosso nella stagione 2024-2025”.

“In totale, i 20 club di Serie A hanno generato 2,773 miliardi di euro di ricavi. Il fatturato medio per squadra ha superato i 139 milioni di euro nel 2024-2025, con un aumento del 2% su base annua. Solo tre club (Inter, Milan e Juventus) hanno superato i 300 milioni di euro di ricavi ordinari (biglietteria, abbonamenti, diritti televisivi e ricavi commerciali). Altri club leader del calcio italiano, come Roma, Napoli e Atalanta, si sono attestati intorno ai 200 milioni di euro, al di sotto di club della Liga come il Real Betis. I ricavi del Napoli sono particolarmente degni di nota, poiché ha vinto il campionato nonostante il 29% di risorse in meno. Il motivo? L’assenza dalle competizioni europee. L’effetto Uefa, in particolare la Champions League, sta avendo un impatto sempre maggiore sui bilanci del calcio italiano”.

“Per quanto riguarda i flussi di entrate, la televisione rappresenta il 55% dei ricavi ordinari, mentre i ricavi derivanti dalle partite continuano a crescere: il loro contributo ai ricavi totali è aumentato dal 10% al 15% nell’ultimo anno fiscale. Ciononostante, questo settore rimane una delle maggiori debolezze del calcio italiano e il governo italiano mira a colmare il divario con un piano di investimenti legato al Campionato Europeo del 2032. Nel frattempo, i ricavi commerciali sono stagnanti, attestandosi in media intorno ai 40,5 milioni di euro. Tuttavia, i principali club stanno registrando cifre record: Milan e Inter hanno aggiunto oltre 20 milioni di euro all’anno ai loro ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, pur non avendo più il vantaggio – soprattutto l’Inter – di ricevere investimenti sostanziali da marchi cinesi”.

“Degli otto club che hanno giocato in Europa, la metà ha perso denaro: Juventus, Roma, Fiorentina e Lazio. Il deficit complessivo di questo gruppo è stato di 152,4 milioni di euro, pari al 44% dei ricavi totali del calcio italiano. Solo Milan, Bologna, Inter e Atalanta hanno registrato un utile, grazie alla nuova Champions League, che ha aumentato significativamente il montepremi. Complessivamente, hanno guadagnato 90,2 milioni di euro.

“Infine, i profitti derivanti dai trasferimenti dei giocatori continuano a essere un altro fattore chiave di differenziazione tra i club. I migliori in questo settore sono il Napoli e l’Atalanta, che superano entrambi i 100 milioni di euro di profitti derivanti dalla cessione dei giocatori”.

E poi c’è il capitolo stadi. Che per l’Italia è sempre un capitolo doloroso. Marca parla anche di Napoli: “Aurelio De Laurentiis vuole investire 300 milioni di euro in un nuovo stadio da 60.000 posti. Tuttavia, il Comune propone la ristrutturazione dello stadio Diego Armando Maradona con un piano di investimento più economico: 200 milioni di euro. In gioco c’è la candidatura per ospitare Euro 2032. Infatti, la Uefa guarda con sospetto al calcio italiano perché la federazione e i club sono in ritardo nel rispettare le promesse di ristrutturazione degli stadi in preparazione del campionato nazionale”.

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