Ceferin aggira il tema delle grandi proprietà straniere: “La realtà è che il vincitore della Champions è francese”

Al congresso Uefa gongola per il ritorno dei figliol prodigi Barcellona e Real Madrid: "Solo il calcio ha vinto, e nessun altro".

Ceferin Uefa Champions Messi, Israele

Mg Londra (Inghilterra) 01/06/2022 - Finalissima 2022 / Italia-Argentina / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Alexander Ceferin

Aleksander Ceferin celebra l’unità ritrovata nel calcio europeo dopo l’accordo con Real Madrid ed Eca, rivendicando la solidità del modello Uefa e la centralità dei tifosi. Lo fa al Congresso dell’Uefa in corso a Bruxelles. L’accordo firmato con il Real Madrid e con l’Associazione dei Club Europei segna, nelle sue parole, un ritorno alla normalità e alla compattezza del sistema.  Lo scrive As

“Uniti siamo più forti, e questo è il fondamento su cui si fondano la Uefa e il calcio europeo”. Il presidente Uefa non elude il tema delle grandi proprietà straniere e dei capitali immessi da sceicchi e milionari. La sua risposta è pragmatica: “La realtà è che l’attuale vincitore della Champions League è francese. Questo è un dato di fatto, e non si può contestare”. Un modo per dire che il campo, ancora una volta, resta giudice supremo.

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Quanto ai rapporti con il Real Madrid e alla possibilità di tornare al Bernabéu, Ceferin smorza ogni tensione: “Non è un problema per me andare al Bernabéu. Nelle prossime settimane andrò ad Atene e a Milano. Certo che posso andare al Bernabéu, perché no?”. Il clima, assicura, è cambiato.

Sull’accordo con Madrid e Barcellona, il numero uno Uefa rivendica il valore della riconciliazione: “Sono felice che Real Madrid e Barcellona siano tornati nella nostra famiglia. Abbiamo avuto qualche disaccordo con Florentino Pérez, ma non abbiamo mai perso il rispetto reciproco e non abbiamo mai perso l’amore per questo sport. Solo il calcio ha vinto, e nessun altro. Caro Nasser, sei stato determinante in tutto quello che è successo.”

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Continua As

Ceferin difende con forza il modello europeo: “Abbiamo affrontato una pandemia, guerre, tensioni economiche, ma il calcio europeo ha trionfato perché siamo rimasti uniti. Come presidente Uefa, la mia responsabilità non è quella di reinventare il calcio, ma di agire responsabilmente, evitando questioni politiche. Non puniremo mai le federazioni per aver fatto il loro lavoro, ma le puniremo per essere state strumentalizzate dai governi. Il futuro del calcio è luminoso”.

Un avvertimento finale contro l’esportazione dei campionati: “Tornei insignificanti e privi di storia portano a un’ambizione sfrenata. Dobbiamo coltivare il calcio. Esportare le partite in altri Paesi farà perdere al calcio la sua identità. Dobbiamo mantenere la passione locale. Dobbiamo lavorare a livello globale, ma senza tradire le radici, che sono la vera forza del calcio”.

Sulla stessa linea Nasser Al-Khelaifi, presidente dell’Eca: “Ora possiamo lavorare tutti insieme per il calcio europeo. Sono davvero molto orgoglioso e molto felice. Voglio ringraziare tutti coloro che sono coinvolti in questo accordo storico, compresi il presidente Uefa e il presidente Florentino Pérez. Nessuno perde, tutti vincono. Ora lavoriamo insieme per un calcio migliore per tutti”.

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