Audero, l’arbitro Massa il don Abbondio di turno che non ha sospeso Cremonese-Inter per il petardo (Damascelli)
Sul Giornale: “Per fermarsi, il calcio ha bisogno del morto. Antonio Conte ha scoperto che si gioca troppo, ha attaccato il calendario, come se sia stato elaborato clandestinamente”.

Db Cremona 01/02/2026 - campionato di calcio Serie A / Cremonese-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Emil Audero
Ieri, durante Cremonese-Inter, il portiere Audero è stato colpito da un petardo lanciato dal settore ospiti dei tifosi nerazzurri. L’estremo difensore si è ripreso pochi minuti dopo, ma l’arbitro Massa è stato criticato per non aver interrotto il match e mandato i giocatori nello spogliatoio.
Scrive Tony Damascelli su Il Giornale:
Il calcio ha i suoi antagonisti. Non si tratta degli avversari di campo ma degli ultras, violenti con spranghe e catene, delinquenti che sparano petardi. A Cremona si è presentata la teppaglia infiltrata nella curva dell’Inter, in altre situazioni e squadre l’episodio del mortaretto che ha stordito il portiere e ferito Audero, avrebbe provocato interruzione della partita e sconfitta a tavolino, nel caso in questione il don Abbondio di turno, arbitro Massa, ha evitato di spedire tutti negli spogliatoio. L’Inter vincente non ha colpe, i suoi teppisti sì. Il calcio non ha il coraggio di affrontare la questione, per fermarsi ha bisogno del morto, altrimenti lo spettacolo è garantito.
Spettacolo? Prendete Antonio Conte, ha scoperto che si gioca troppo, ha attaccato il calendario, come se sia stato elaborato clandestinamente, con lo scopo unico di condizionare il Napoli, senza riflettere, invece, sul numero di guai muscolari dei calciatori, esasperati dai ritmi di lavoro del salentino.











