Sinner sotto accusa agli Australian Open per la sua gestione delle pause mediche
Il quotidiano spagnolo El Mundo ricorda i 12 minuti lo scorso anno contro Rune ancora, contro Medvedev e Auger-Aliassime. Contro Spizzirri è stato aiutato dagli organizzatori

Italys Jannik Sinner uses a cooling tube between games against USAs Eliot Spizzirri during their mens singles match on day seven of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 24, 2026, as temperatures soar. (Photo by DAVID GRAY / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --
Secondo uno studio dell’Università di Manchester nel tennis i giocatori in svantaggio chiedono il 55% di time-out medici in più rispetto a quelli che stanno vincendo. Un’analisi del Wall Street Journal ha rivelato che Djokovic vince l’84% dei set giocati al rientro dagli spogliatoi — contro una media abituale del 79%. Risultato cambi l’inerzia de match ed in questo il serbo era un maestro.
El Mundo scrive che Jannik Sinner ha riaperto questo annoso dibattito.
Il quotidiano ricorda che
lo scorso anno, qui agli Australian Open, Sinner è apparso stordito durante la partita degli ottavi di finale contro Holger Rune, e la sua sospensione per motivi medici è durata 12 minuti perché includeva un test cardiaco negli spogliatoi.
E prosegue:
L’efficacia della strategia è ciò che desta sospetti ed è il motivo per cui Sinner ora è preso di mira. Prima del suo incontro a Melbourne contro Rune, esattamente 12 mesi fa, aveva già interrotto due volte un incontro contro Daniil Medvedev a Wimbledon nel 2024 , un incontro che alla fine avrebbe perso. Poi, in semifinale degli Us Open dello scorso anno, un timeout medico ha fermato l’assalto del suo avversario Felix Auger-Aliassime.
Nella controversa sospensione del suo match degli ottavi di finale contro Eliot Spizzirri sabato scorso a causa del caldo, sono state sollevate molte critiche sulla tempistica scelta dagli organizzatori per interrompere il gioco e chiudere il tetto della Rod Laver Arena, ma anche sulla possibilità che l’italiano potesse poi godere di un secondo periodo di riposo. Era proprio ciò di cui Sinner aveva bisogno, che, come Djokovic, padroneggia le arti oscure del tennis.
Scrive ancora El Mundo
“«I tre minuti di trattamento iniziano dopo la nostra valutazione medica e noi non abbiamo un limite di tempo. Siamo sotto pressione per fare in fretta, ma dobbiamo svolgere il nostro lavoro», spiega il fisioterapista François Morency, che lavora spesso nei tornei Atp. Le pause (Tmo) tendono ad allungarsi oltre i tre minuti previsti dal regolamento ed esistono altre eccezioni: c’è chi adduce diversi acciacchi per essere trattato due volte o chi trova varie scuse per prolungare la visita in bagno più del dovuto”.











