Sinner potrebbe essere un Djokovic due, anche quando non è brillante maschera i momenti complicati (Bertolucci)
Sulla Gazzetta: “Shelton è diventato per l’italiano ormai una sorta di vittima predestinata. Ormai viaggia su una dimensione di gioco difficilmente sostenibile da Djokovic, ovvero superiore”.

Italy's Jannik Sinner hits a return to USA's Ben Shelton during their men's singles quarter-final match on day eleven of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 28, 2026. (Photo by Martin KEEP / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --
Il commento dell’ex tennista Paolo Bertolucci sulla prestazione di Jannik Sinner contro Ben Shelton agli Australian Open e la semifinale di domani che l’altoatesino affronterà alle 9:30 contro Novak Djokovic.
Sinner ha battuto Shelton e in semifinale agli Australian Open affronterà Djokovic
Bertolucci scrive sulla Gazzetta dello Sport:
Eravamo ad un passo dall’apparecchiare agli Australian Open di Melbourne, una clamorosa semifinale dello Slam tutta italiana tra Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, quando purtroppo quest’ultimo ha accusato un problema muscolare. Sinner, invece, ha mantenuto fede al pronostico nel quarto di finale contro l’americano Ben Shelton. Non sappiamo se Jannik sia al top come condizione fisica, ma lui riesce in ogni caso a mascherare, a gestire da grande campione alcuni momenti nei quali sembra giocare leggermente in modo meno brillante. È ovvio che, nella riflessione, stiamo cercando il pelo nell’uovo analizzando la sua prestazione: questi match, piuttosto, sono diventati per il numero due al mondo quasi scontati, come per noi può essere un puntuale passaggio dal meccanico per fare il tagliando dell’auto. Il povero Shelton è diventato per l’italiano ormai una sorta di vittima predestinata: non a caso non riesce a vincere neanche un set.
Ora ci apprestiamo ad assistere a due semifinali dello Slam di Melbourne con le prime quattro teste di serie arrivate in fondo. Il recordman (di titoli) serbo non aveva la minima possibilità di recuperare il match contro Musetti. E contro Jannik c’è lo stesso rischio visto che Jannik viaggia ormai su una dimensione di gioco difficilmente sostenibile da Djokovic, ovvero superiore. Per certi schemi di gioco e impostazioni, si vede chiaramente che Sinner ha avuto in Djokovic un punto di riferimento importante per il suo tennis, partendo dalla risposta al servizio che è un fiore all’occhiello di Nole. Sinner potrebbe essere un Djokovic due, dal punto di vista tecnico. Con la differenza che Jannik probabilmente ha qualcosa in meno del serbo ma la velocità che imprime nello scambio è superiore a quella di Nole.









