Sentenza Zappi, una mail segreta inchioda il presidente degli arbitri (Repubblica)

Secondo il Tribunale presieduto da Sica: «emerge la preoccupazione del presidente Zappi di far apparire le dimissioni come una scelta volontaria e condivisa dai due tecnici».

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Db Milano 01/12/2025 - Gran Gala' del Calcio Aic 2025 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Zappi

Una mail interna complica seriamente la posizione del presidente degli arbitri Antonio Zappi. Nelle motivazioni della sentenza che lo ha inibito per 13 mesi, emerge un dettaglio finora sconosciuto che rafforza il quadro accusatorio.

Zappi ha una settimana per presentare ricorso: se la squalifica fosse confermata, rischierebbe la decadenza da presidente. La Corte d’appello fisserà l’udienza entro dieci giorni e la Figc deciderà solo dopo il secondo grado.

La mail segreta che lo incastra

A rafforzare le accuse e a suggerire che le dimissioni dei due designatori non fossero del tutto spontanee, contribuisce anche il “fuoco amico” di Zappi: una mail inviata da Emanuele Marchesi, membro del comitato nazionale, in cui scriveva:

«Antonio, alcune indicazioni sparse (non nego qualche difficoltà nello scriverti). Intanto è mia idea che chi ha un incarico biennale non debba essere preso in considerazione per un diverso ruolo, in analogia ad esempio agli esperti amministrativi o legali. Quindi a mio parere tutti i capi-commissione e presidenti Cra devono essere confermati…».

Le motivazioni della condanna di Zappi

Secondo il Tribunale presieduto da Sica, Zappi ha indotto alle dimissioni i due designatori di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, come chiarito nelle motivazioni della sentenza:

«Le modalità con le quali sono state chieste le dimissioni, in assenza, come visto, di un progetto tecnico che possa ritenersi condiviso e voluto dagli arbitri Pizzi e Ciampi, la tempistica utilizzata, ossia il giorno prima della riunione fissata per le nomine, l’assenza di valide motivazioni, le rassicurazioni in ordine alla mancanza di pregiudizi economici, non possono che dimostrare che le dimissioni rassegnate da Ciampi e Pizzi siano state indotte dal Presidente Zappi».

Aggiungendo che il caso non è neanche isolato:

«La circostanza che la richiesta di dimissioni proveniente dal Presidente dell’Aia determini nel destinatario una rappresentazione di sfiducia trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate alla Procura Federale dai presidenti dei Comitati regionali arbitri di Toscana e Sardegna, anch’essi destinatari di una richiesta di dimissioni dal Presidente Zappi il giorno 3 luglio».

Per Sica si tratta di un modus operandi codificato. E d’altronde dalle comunicazioni e dai messaggi che Zappi invia a ognuno di loro, per Sica, si evince «la preoccupazione del Presidente Zappi di far sembrare le dimissioni quale frutto di una scelta volontaria e condivisa dai due tecnici».

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