Rosenior l’allenatore che denunciò l’“odio, l’indifferenza e il disprezzo” di Trump nei confronti dei neri negli Stati Uniti

Ai tempi dell’uccisione di George Floyd. Lo ricorda il Telegraph che descrive il nuovo tecnico del Chelsea come un uomo umile mai timoroso di esprimere le sue opinioni

Rosenior

(FILES) Strasbourg's British head coach Liam Rosenior greets supporters at the end of the French L1 football match between RC Strasbourg Alsace and AJ Auxerre at the Stade de la Meinau in Strasbourg, eastern France on October 29, 2025. Enzo Maresca left his role as Chelsea head coach on January 1, 2026 after just 18 months in charge, the Premier League club announced. Liam Rosenior, the head coach of French club Strasbourg, owned by Chelsea's parent company BlueCo -- a consortium headed up by US billionaire businessman Todd Boehly -- is a candidate to replace Maresca despite the 41-year-old's lack of Premier League experience. (Photo by SEBASTIEN BOZON / AFP)

Dalle pagine del Telegraph arriva un ritratto approfondito di Liam Rosenior (qui ce n’è uno sul suo rapporto con i calciatori), il nuovo allenatore del Chelsea. I dettagli

Si legge sul Telegraph:

Un passato da calciatore

Terzino di grande applicazione, capace di giocare in tutte e quattro le divisioni inglesi e di collezionare oltre 400 presenze tra i professionisti, era già pronto per allenare. È sempre stato così che si vedeva, come aveva confidato agli amici: l’uomo al comando. E ora, in un’epoca in cui le carriere da allenatore possono essere accelerate rapidamente, ha lasciato lo Strasburgo – club che fa parte di BlueCo, il gruppo di multiproprietà che controlla anche il Chelsea – per il ruolo più prestigioso a Stamford Bridge. Da allenatore ha poco più di 150 partite.

Le parole di Rusk

«Faceva parte di un gruppo di giocatori esperti del Brighton che hanno cambiato la cultura del club, e lo hanno fatto perché, nonostante la loro esperienza, erano aperti al miglioramento e al cambiamento», racconta Simon Rusk, che ha seguito i primi passi di Rosenior da allenatore. Era molto aperto al miglioramento, molto umile, e tutti quei giocatori esperti erano estremamente rispettosi nei confronti dello staff tecnico. Avevo capito fin da quando l’ho incontrato come giocatore che voleva allenare. Aveva un entusiasmo enorme nel lavorare con i calciatori».

All’epoca, Rusk era alleantore dell’U23 del Brighton e Rosenior era in prima squadra.

Un uomo impegnato

Nel giugno 2020, mentre gli Stati Uniti erano sconvolti dall’uccisione di George Floyd, Rosenior pubblicò una lettera aperta a Trump sul Guardian, citando, tra le altre cose, quello che definiva l’“odio, l’indifferenza e il disprezzo” di Trump nei confronti dei neri negli Stati Uniti. Un segnale di un uomo non intimorito dall’esprimere le proprie opinioni nei termini più forti.

Il periodo all’Hull City e l’esperienza in Francia

Nel novembre 2022, venne nominato allenatore dell’Hull City. Il suo periodo a Hull – la città dove era nata e aveva vissuto sua nonna materna e dove lui stesso aveva giocato per cinque anni – è oggi oggetto di qualche rilettura critica. C’è chi ritiene che la sua squadra, pur acerba, avrebbe dovuto essere promossa nella stagione 2023-24. Ciò che non è in discussione è che Rosenior prese l’Hull a un punto dalla zona retrocessione della Championship e concluse la stagione 2022-23 al 15° posto, con 14 punti di vantaggio sulla terzultima.

In Francia ha basato il suo approccio su uno stile fortemente orientato al possesso palla, già adottato anche in Championship. Si è parlato molto della sua intelligenza emotiva e della capacità di entrare in sintonia con giocatori e tifosi. A Strasburgo, dove la sua nomina era stata accolta con notevole scetticismo, è diventato un favorito della critica televisiva francese con sede a Parigi per lo stile di gioco della squadra. Sebbene non sia mai riuscito a padroneggiare la lingua francese come avrebbe voluto, i suoi discorsi alla squadra venivano tradotti in modo impeccabile per i giocatori. 

Le scelte del Chelsea

Anche Potter ha visto la propria carriera accelerare grazie allo stesso consorzio proprietario del Chelsea, guidato da Behdad Eghbali e Todd Boehly, che ora ha scelto Rosenior. In entrambi i casi il club sembra voler cercare allenatori al di fuori dei canoni tradizionali, convinto che il club riesca a  costruire il tecnico, più che il contrario. Per Rosenior, l’occasione è arrivata molto presto nella sua carriera, ma come per altri al Chelsea, sfruttare questa opportunità rappresenterà la sfida più grande di tutte.

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